Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)

I suggerimenti del mese

Benvenuto Dicembre!

mercoledì 31 agosto 2016

Giorni malinconici e viaggi nel cuore

Mi scuso già per il post di oggi, che è un post un po' difficile, perché cade in un giorno un po' difficile...

Quando mi appassiono tanto ad una cosa, o ad un Paese in questo specifico caso, mi capita non solo di pensarci continuamente, informarmi su qualsiasi cosa utile da sapere, cercare immagini e così via, ma soprattutto mi capita di parlarne molto. Qui entra in gioco la bravura prima di tutto del Maritino, che con pazienza mi ascolta e condivide i miei pensieri, e poi di tutti quelli che si parano sul mio cammino per i motivi più svariati e che quindi non sempre hanno a che fare con me per questioni riguardanti il viaggiare. Con queste persone probabilmente dovrei limitarmi a evitare il discorso, o al più ad accennare qualcosa in maniera fugace, ma non riesco. Se poi trovo davanti a me qualcuno che si interessa davvero, che comincia a condividere un po' la passione, che continuamente mi chiede informazioni e notizie, non posso fare a meno di infervorarmi sempre di più.

Capita che un giorno vidi alcune foto della Cambogia e del Vietnam e fu amore a prima vista. I siti archeologici di Angkor, il mare della baia di Halong, i sorrisi puliti che vedevo ovunque mi hanno talmente invogliato ad andarci che non riuscivo a togliermi dalla testa un viaggio in quelle belle terre. E così cominciò la mia fissa. E cominciai a parlarne molto, tanto da trasmettere la voglia anche ad un giovane poi diventato amico, con cui mi trovavo a condividere un'esperienza di lavoro. Ogni giorno mi chiedeva notizie, mi diceva anche che sarebbe voluto andare, magari insieme, per condividere la bellezza di cui tanto avevamo parlato.

Capita che oggi è il secondo anniversario della morte di questo amico, che la Cambogia e il Vietnam ora li vede da una prospettiva decisamente più alta. E succede anche che il mio desiderio di andarci non è svanito, ci voglio davvero davvero andare, però tra un po'.

martedì 30 agosto 2016

Baile Átha Cliath...ovvero Dublino!

Una nota tecnica... se volete godere appieno del post, leggetelo ascoltando questo.


I compleanni, ormai lo sapete, sono solo il pretesto per alleviare con la gioia di un viaggio il cruccio dell'età che avanza. Quest'anno avevo deciso di fare una sorpresa super al Maritino (super) stupendolo con una meta da lui a lungo sognata: Dublino.
Il progetto era fargli una sorpresa il giorno del compleanno, regalandogli una serie di indizi culminanti con una guida di Dublino e rivelazione della meta.
In realtà ho tenuto la sorpresa per mesi fin quando un perfetto estraneo gliel'ha spiattellata in faccia, smorzando un po' il mio entusiasmo e i miei sforzi di tacere. La sua felicità però non è stata intaccata e la sorpresa, anche se purtroppo non ho visto la sua faccia, è stata grande.

la statua di Oscar Wilde
Dublino è M E R A V I G L I O S A!!! L'abbiamo amata dall'uscita dall'aeroporto fino a quando ci siamo ritornati due giorni dopo. Il nostro è stato davvero un viaggio mordi e fuggi perchè il compleanno del Maritino cade in un periodo di lavoro frenetico, ma abbiamo avuto la tentazione appena arrivati a casa di prenotare un altro viaggio entro l'anno. 
Essendo praticamente tutta esplorabile a piedi, non perdiamo tempo e appena arrivati decidiamo di sfruttare ancora il pomeriggio. Perciò lasciamo il nostro inseparabile zainone nella camera del B&B prenotato e siamo andati dritti al centro. Siamo subito andati a piedi a Marrion Square e abbiamo visto la casa in cui alloggiò Oscar Wilde. Proprio davanti ci sono i giardini di Leinster House in cui c'è la statua del celebre scrittore. Abbiamo poi raggiunto la Christ Church Cathedral (che era in chiusura per le prove del coro, quindi solo sbirciatina veloce), il Castello e la City Hall e poi cena irlandese in un pub con tanto di musica dal vivo e dopo cena al celebre Temple Bar (qui il link).
Trinity college...si diventa più intelligenti
solo entrando
Ho bevuto lì l'Irish coffee più buono della mia vita, l'atmosfera è allegra e coinvolgente, c'era musica dal vivo, tutti cantavano e la confusione che nasce dallo stipare 100 persone nello spazio di 20 è invitante e per nulla opprimente. Non ce ne saremmo più andati. Ma eravamo stanchi e il giorno dopo ci aspettava di nuovo una gran bella giornata. Perciò di corsa a vedere il famoso Ha' Penny Bridge, costruito all'inizio del 1800 e chiamato così perche il pedaggio era esattamente di "half penny", e poi tra le braccia di Morfeo.
Il programma del giorno 2 prevede al mattino la visita al Trinity College (qui il link) con mostra del Book of Kells. Penso, sono strasicura anzi, che sia stato uno dei momenti più emozionanti che abbia mai vissuto in viaggio. Siamo andati al mattino prestissimo di un giorno in cui diversi ragazzi si laureavano e vedere la loro emozione e passeggiare per il campus, il campo di rugby, sbirciare per capire qualcosa delle aule, dei dormitori... siamo stati davvero fortunati.
libreria del Trinity,
sfocatura da emozione
La libreria del Trinity lascia senza parole, ci siamo seduti ad ammirare i volumi antichi, ad annusare l'aria densa di storia, di tradizione. E mi sono anche commossa e non solo perchè sono una piagnona, ma perchè è veramente un bel posto. La mostra del Book of Kells, poi, è incredibile e culmina con la visione preziosa di una pagina del libro originale, assolutamente protetto ma ben godibile. Le pagine esposte vengono girate e quindi cambiano periodicamente in modo che il libro non si rovini in alcun modo (qui qualche informazione). Sono uscita dal Trinity college solo perchè avevamo prenotato la visita alla Guinness Storehouse, se no penso che sarei rimasta lì. A lungo. Forse per sempre. 

Guinness Storehouse
Andiamo in O'Connel Street a comprare una Leap Card (davvero conveniente!!!), prendiamo il bus e raggiungiamo la fabbrica della Guinness (qui il link) dove c'è un mare di gente. Riusciamo comunque a fare il giro muniti di audioguida godendo anche della degustazione in una particolare stanza olfattiva, anche se rimaniamo un po' delusi dal Gravity Bar. O meglio, non delusi dal bar quanto dalla quantità di folla. Non si riusciva a girare e abbiamo sostato davanti alle famose finestre panoramiche per pochi minuti. Poi abbiamo consumato la nostra birra Guinness, fatto acquisti e siamo ritornati in centro. Quindi giro alla St Patrick's Cathedral, con tanto di pozzo di San Patrizio, Grafton Street e poi ci perdiamo volutamente per quelle bellissime strade, comprando un po' di souvenir (sono veramente ben organizzati da quel punto di vista) e immergendoci ancora nell'atmosfera di questa bella città. Mangiamo e poi decidiamo di sfruttare sauna e idromassaggio della nostra camera (c'è stato anche un intoppo con l'acqua calda per cui siamo dovuti andare a fare la doccia in un'altra stanza, forse una ghiacciaia data la temperatura, ma va beh).

il (probabile) pozzo di San Patrizio
Il giorno dopo dobbiamo partire presto, purtroppo, ed è ora di tirare le somme. Quando siamo arrivati abbiamo avuto l'impressione di una città "intelligente", se si può definire così un luogo, e non siamo stati smentiti. Dublino è da vedere per tanti motivi. Innanzitutto l'atmosfera. Non solo è una città universitaria, ma è una città in cui l'università è al centro, è una parte importante non solo per chi ci lavora o studia ma anche per i cittadini che si danno appuntamento sotto il grande orologio. Questo porta a vedere davvero tanti, tantissimi giovani che rendono ovviamente vitale e operosa la città. I pub sono un'esperienza da provare, con la loro musica e i loro piatti. E la birra. Tanta birra. E il gaelico, che è strambo e bellissimo.
So che non abbiamo visto moltissimo rispetto a tutto quello che offre ed era difficile per una nuova città farsi spazio nel mio cuore, ma Dublino ci è decisamente riuscita!

Un po' di informazioni pratiche.
Abbiamo alloggiato alla Leeson Guesthouse, vicinissima al centro tanto da poter andare a piedi se non si è pigri. Essendo un'occasione importante avevo prenotato la camera più bella con sauna e vasca idromassaggio con una bella finestra grande sulla città. Qui il link al sito, io come al solito ho prenotato su booking.com.
Abbiamo volato con la compagnia irlandese, la Aer Lingus, volo in orario, personale gentile, abbiamo viaggiato bene. 
Abbiamo girato la città molto a piedi e per gli spostamenti più grandi abbiamo comprato una Leap Card (qui il link), vantaggiosa in generale. Essendo andati nel 2016, centenario del tentativo di indipendenza con la Rivolta di Pasqua (qui qualche notizia), abbiamo potuto comprare la Leap Card Family, super super vantaggiosa (qui il link).


 Dublino, aspettaci che torniamo presto!


lunedì 29 agosto 2016

Bagan

Ci sono posti che uno si ripromette di voler vedere a tutti i costi, perché li ha visti di sfuggita in foto o alla tv o magari ne ha sentito parlare da qualcuno in modo così entusiasmante da appassionarsi a sua volta. Devo dire la verità, di questo posto ho sentito parlare in tempi relativamente più recenti, o comunque più recenti rispetto ai suoi "colleghi". Resta il fatto che da quando ne ho sentito parlare ma soprattutto da quando ho visto le foto me ne sono innamorata.

Di Bagan si è parlato (non troppo a dir la verità) in questa ultima settimana a causa del terremoto che ha colpito il Myanmar e che, oltre ad aver causato molte morti, ha distrutto parte di quei bellissimi templi. A Bagan di templi ce n'erano più di 13.000, tra pagode e strutture religiose. Il luogo occupa una superficie di circa 42 Km quadrati ed è a dir poco spettacolare. Chi c'è stato o chi è stato ad Angkor in Cambogia saprà quanto è affascinante perdersi tra le rovine di questi antichi luoghi religiosi la cui edificazione risale al XI secolo e regala un'atmosfera unica, come tante volte capita nei luoghi di culto del Sud Est Asiatico.
Oggi a Bagan parte di tutto quello che ha resistito per secoli non c'è più. Ma è comunque bellissima e ancora ammaliatrice, come chi è ferito riesce ad essere, nella dignità che il tempo regala a chi, o cosa, merita. Quindi io a Bagan continuo a voler andare. Se non altro per vedere se Tiziano Terzani aveva ragione quando diceva "Bagan è uno di quei luoghi che ti rende fiero di appartenere alla razza umana".

Per info molto approfondite sul sito archeologico di Bagan, leggete qui.


Per le foto ringrazio Wikipedia, che mi viene in aiuto fin quando non ci andrò io.





mercoledì 24 agosto 2016

Info

La giornata di oggi si è aperta con la notizia terribile del terremoto che ha colpito il centro Italia. È proseguita con la notizia del terremoto in Myanmar e sul calar della giornata si è aggiunta la notizia della bomba esplosa in Thailandia (che poi, senza fare polemica o politica o fantaeconomia che tanto non sono capace, la natura non la possiamo fermare nè comandare ma le azioni, quelle sì!). È stata una giornata disastrosa, triste, dominata dalla paura e dall'incertezza. Cerchiamo di ragionare facendoci spingere un po' dalla speranza. A questo link trovate la pagina della Croce Rossa Italiana a cui si può donare tramite bonifico. Non sono numeri telefonici e forse sarà meno immediato, ma utile. Ciò che ora si può fare, di assolutamente pratico e non di intralcio, è sbloccare le reti wifi delle zone interessate e donare sangue.
È una giornata strana. Passo e chiudo.

martedì 23 agosto 2016

Crazy brunch

Il nostro crazy brunch in tavola
A Ferragosto qui nella mia città, che è sul mare, è tradizione fare un pic nic sulla spiaggia o una grigliata in campagna, e terminare la giornata a colpi di gavettoni. Benché il maritino ed io amiamo follemente il mare, se c'è un giorno in cui proprio non vogliamo andarci questo è il 15 agosto. Perché il mare è una meraviglia, ma la calca decisamente meno. Perciò regaliamo questa giornata a chi ha solo pochi giorni per godere di quello che fortunatamente è uno spettacolo quotidiano per noi.

Gli ingredienti

Quindi cosa si può fare di meglio in un giorno di vacanza di mezza estate (quasi fine in realtà), quando non si ha voglia di uscire ma di fare qualcosa di diverso? La risposta per noi è stata: brunch! Era da un po' che volevamo organizzarne uno ma ci mancava il tempo per farlo per bene e in tutta calma, quindi abbiamo un po' poltrito e poi abbiamo cucinato il nostro folle "pranzocolazione". All'inizio avrebbe dovuto essere un brunch all'inglese, simile a quello che la nostra amica ci aveva preparato a Londra, poi è diventato anche un po' americano e mi sa che alla fine abbiamo fatto un miscuglio infilandoci anche qualche elemento tedesco (ma ehi, qui le salsicce inglesi non si trovano, mentre di tedesche ce n'è in abbondanza perciò...) e forse anche italiano (sì, non si trova neanche un formaggio inglese come si deve, e abbiamo preferito andare sull'italico).


Il Maritino che affetta il bacon
Il risultato è stato pazzesco. Abbiamo mangiato talmente tante cose che alle 9 di sera eravamo ancora sazi. Ecco cosa abbiamo preparato e mangiato nel nostro "crazy brunch".

Pane tostato con fagioli e formaggio a fette (non sottilette, formaggio formaggio),
Pane brown tostato con salsa di avocado (avocado schiacciato con limone, olio, sale e spolverata di paprika),
Salsicce aromatizzate (dovevano essere inglesi, ma erano tedesche e non ho idea di cosa contenessero, ma erano buonissime),
Scrambled eggs (ok, uova strapazzate ma mi piace di più il termine scrambled che strapazzato),
Bacon,
Pancakes con frutta fresca e crema di nocciole, per un tocco dolce e perché ci piacciono da matti.

Il tutto insieme a succo d'ananas, acqua fresca e tavolino sotto l'ombrellone sul terrazzo, perchè se deve sembrare vacanza lo deve sembrare per bene!

Pronto per essere divorato

lunedì 22 agosto 2016

In vacanza con papà

«Sono solo due settimane».
Il tono di mia madre era cordiale e molto deciso. Già dall'inizio della telefonata avevo avuto una pessima sensazione.
«Ed è tuo padre. Altre ragazze sarebbero contente».
«Mamma, ma quali ragazze? Ho quarantacinque anni!»
 
Se ci fosse qualcuno in cerca di una bella storia da portare ancora sotto l'ombrellone, di un mix di giallo - rosa - avventura - commedia per ridere e godersi le vacanze, "In vacanza con papà" di Dora Heldt è il libro che ci vuole. Tanto per cominciare appartiene alla letteratura nord europea, pertanto ha uno stile che trovo asciutto e che perciò, a mio avviso, fa emergere ancora meglio le situazioni comiche. Poi mostra dei luoghi di vacanza assolutamente usuali per chi abita o bazzica la Germania soprattutto a nord, a cui però non si pensa spesso. E questo permette di viaggiare per bene accompagnati dalla voce dell'autrice che ci fa scoprire un bel pezzetto della sua terra.


Il libro, molto molto divertente, è un viaggio che un papà e la figlia quarantenne, che aveva in programma ben altra compagnia, si trovano a condividere data la temporanea infermità della mamma. Non si può dire che sia un papà rilassato e tranquillo, a cui piace godersi la vacanza con le mani in mano. Diciamo che appartiene di più a quella schiera di papà che se non c'è niente da fare se lo crea, tanto da improvvisarsi anche poliziotto per sventare, insieme ad un gruppo di allegri pensionati, una probabile, anzi assolutamente sicura, truffa. Se poi di mezzo c'è un avvenente e possibile pretendente della figlia, che però forse altro non è che un gran bugiardo, la vicenda diventa complicata. Ma, per nostra fortuna, estremamente comica.

I luoghi di questa avventura sono le isole Frisone, nel Mar del Nord, e una deliziosa pensione a Norderney, dove sole e natura sono protagonisti. Almeno fino a quando non fanno il loro ingresso dei "vecchietti" un po' impertinenti...



«A quanto pare era tutto già deciso, sarei andata in vacanza con mio padre. Per la prima volta dopo trent'anni. L'ultimo viaggio era finito nell'area di servizio di Kassel, dove lui mi aveva lasciato per motivi pedagogici. Lo ammetto, sono stata un'adolescente difficile; ma Kassel era davvero troppo per chiunque. Anche se dopo mezz'ora era tornato a prendermi e si era sentito in colpa per le tre settimane successive. E ora, dopo trent'anni, si ricominciava. Almeno stavolta non dovevamo passare per Kassel».


Come al solito questa non è una recensione, ma un mio personalissimo parere. Il volume che ho letto è edito da Salani e tradotto da Valentina Daniele.

Per le foto ringrazio Wikipedia, eccetto per quella del libro, che è tutta mia.

martedì 16 agosto 2016

Londra nel cuore

"London is always a good idea" recita un celebre jingle. Ed è vero, verissimo per me, che appena posso cerco un volo e vado. E se è vero che poco va bene, tanto è molto meglio, ma pochissimo è meglio di niente, le ultime volte abbiamo sperimentato la formula due giorni/una notte e devo dire che è stato breve ma molto, molto bello.


Cosa si può fare dunque in 24 ore nette in una città che offre così tanto come Londra? Innanzitutto, trovare un hotel o una sistemazione centrale per limitare il tempo degli spostamenti. La metro e in generale i mezzi pubblici funzionano benissimo (e poi quanto è divertente girare sul piano alto del celebre Double Decker?!?), ma quando si hanno ore limitate è importante poterne spendere quante più possibile in ciò che ci piace. Noi abbiamo escluso questa volta anche i musei, prima di tutto perché li avevamo già visti e, anche se io passerei ore nel British Museum, poi bisogna fare delle scelte. Perciò tappe al Big Ben, Westminster Abbey, Piccadilly Circus e infine appuntamento con gli amici a Notting Hill per una birra nel famoso e antico pub "The Churchill Arms" (qui il link). Il pub è tra i più antichi di Londra, costruito nel 1750, e deve il nome al fatto che i genitori di Churchill erano avventori abituali, tanto che all'interno è pieno di oggetti che ricordano il grande politico. Per di più è anche il primo pub inglese a offrire cibo thailandese. Costantemente affollato, vale la pena assolutamente farci un salto, fosse anche perché è molto caratteristico.
Piccolo giro a Oxford Street, perché la notte è giovane, e poi si crolla miseramente dal sonno, perché la notte è sì giovane, ma noi siamo tanto stanchi. La mattina dopo comincia con la bella vista delle acrobazie di due scoiattoli su un albero proprio davanti alla nostra finestra, poi caffè, un salto alla stazione di King's Cross per vedere il binario 9 e 3/4 e di nuovo appuntamento con i nostri amici. Questa volta è per un brunch, la colazione mista pranzo che, da quando l'abbiamo scoperta, non abbiamo più lasciato. Il posto in cui abbiamo appuntamento è proprio dietro la stazione di Harry Potter e si chiama "The Caravan" (qui il link). Abbiamo provato un vero English brunch, ottimo, con un servizio celere e gentile. Mentre aspettavamo che ci arrivasse il messaggio per il tavolo libero abbiamo preso un caffè davvero buono. Insomma un posto che consiglio assolutamente!

Purtroppo dopo un giro insieme ai nostri amici, che ci fanno vedere angoli altrimenti ignorati ma incantevoli, è ora di andare in aeroporto. 
Londra è la mia città del cuore, non posso farne a meno e solo a ricordare i bei momenti che ci regala ogni volta mi viene di nuovo voglia di andare. In realtà non mi passa mai.
Poi l'ultima volta che siamo stati, a giugno, abbiamo anche visto la Regina e la Royal Family al completo, ma questa è un'altra storia...