Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)

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venerdì 14 febbraio 2014

Amore goloso, Amore internazionale

E finalmente è di nuovo venerdì. Di festa e coccole per giunta. Essendo oggi San Valentino, e avendo anticipato a ieri i miei consigli per il week end, oggi vorrei pensare a chi non si muoverà da casa, ma vorrebbe farlo comunque, magari preparando una bella cenetta. Perché, come dico sempre, viaggiare è scoprire e conoscere, e quale modo migliore di conoscere, non potendo spostarsi, se non attraverso la cucina? Perciò oggi si prepara un dolce, magari da regalare, che ha origini oltreoceano, ma che è diventato in questi anni il principe dei dolci creativi: il cupcake. La tortina che permette personalizzazioni, decorazioni e guizzi di fantasia ha origine negli Stati Uniti e deve il suo nome al fatto che al momento della sua invenzione, nel XIX secolo, veniva preparata in tazze e scodelle, oltre al fatto che le misurazioni spesso erano in "tazze".
La ricetta ovviamente non è mia, ma è quella che ho trovato su un notissimo sito di cucina (www.giallozafferano.it). Ora sono in forno e il profumo è una delizia...

CUPCAKES AL CIOCCOLATO

120 gr ZUCCHERO
80 gr CIOCCOLATO FONDENTE
20 gr CACAO IN POLVERE
4 gr LIEVITO
2 UOVA
120 BURRO A TEMPERATURA AMBIENTE
12 gr FARINA

Mescolare in una ciotola la farina, il cacao amaro e il lievito tutto setacciato, far sciogliere il cioccolato e tenerlo da parte. Con lo sbattitore elettrico montare il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero e incorporare le uova una alla volta (piccolo commento: io ho pasticciato e non ho seguito alla lettera, ma il risultato pare sia buono). Unire il cioccolato fondente e in ultimo amalgamare anche le polveri poco alla volta con una spatola, compiendo dei movimenti dall'alto verso il basso. Quando è tutto bello omogeneo riempire gli stampi e infornare a 170°C per 15-20 minuti. Far raffreddare e guarnire secondo i propri gusti.

Per la glassa, mia sorella ha preparato (e io ne ho usufruito) questa copertura:
250 gr MASCARPONE
250 gr di FORMAGGIO SPALMABILE
100 gr ZUCCHERO A VELO
COLORANTE ROSSO a piacimento

Ora proviamo a guarnire e il gioco è fatto...i capolavori!




Buon San Valentino made in U.S.A. a tutti!!!
P.s. vorrei tanto postare anche la foto della mia cucina dopo questa prova di cucina internazionale ma... meglio di no!

giovedì 13 dicembre 2012

Vancouver Island (per te...)

Ormai il freddo non è più una previsione ma una certezza. Ma, se proprio freddo deve essere, se non si può andare in posti caldi, se siamo colti da voglia improvvisa di esplorare un freddo "diverso", non nostrano, più selvaggio, allora questo post fa per voi.

Oggi occhi puntati su ... Vancouver Island. Sì, è vero, è lontanuccia dall'Italia, anche se in fondo tutto è relativo, ma vale veramente una visita, anche in questo periodo. Solitamente il momento dell'anno in cui è presa d'assalto dai turisti è l'estate, e probabilmente vi prenderebbero per matti se programmaste un viaggio in quei luoghi nel periodo più freddo dell'anno, ma Vancouver Island è davvero ricca di risorse inaspettate.

Tanto per cominciare, ci stupisce con la prima sorpresa, il clima. Non scende mai sotto lo 0°, non male data la sua posizione. Poi tante sono le cose da vedere. Ma procediamo con ordine.

Chi volesse sfidare il buonsenso comune e andare a Vancouver Island, proverà l'ebbrezza di una traversata in traghetto dalla città di Vancouver, sulla terraferma, di circa due ore. Lo spettacolo della neve che danza in fiocchi e avvolge tutto di bianco è splendido e anche molto poetico. Sbarcati sull'isola a Nanaimo, e affittando un'auto per compiere una sorta di "coast to coast" isolano, gli spettacoli della natura a cui assistere sono grandiosi. La Cathedral Grove, una foresta di sequoie rivestite di muschio dove regna il silenzio, tanto per cominciare. E poi la costa della Pacific Rim, esposta a qualsiasi vento. Proprio qui si può praticare lo "storm watching", sarebbe a dire ammirare le tempeste oceaniche in prima persona. I vari alberghi affittano stivali e impermeabili ai temerari che vogliano guardare lo spettacolo dalla spiaggia, ma chi vuole rimanere al calduccio, magari sorseggiando un thè (dopotutto l'influenza inglese si sente) o una cioccolata lo può fare tranquillamente dalle vetrate dei lodge che sorgono vicino alla costa.

Dopo un giretto nella città di Tofino, villaggio piccolino in cui potete imbattervi in surfisti, scrittori, artisti o uomini d'affari, sono da visitare i Botanical Gardens, che ospitano, oltre alle piante e alle sculture di artisti locali, anche un centro di ricerca molto importante.

Infine la "capitale", Victoria, una città-giardino sportiva. Incanta con i suoi musei, le boutique, i campi da golf, la pesca. E i suoi Butchart Gardens, che in questo periodo sono illuminati di sera, con varietà di paesaggi incantevoli. Una città che riesce ad essere sofisticata e autentica al tempo stesso.

Insomma, forse vi prenderanno per matti, ma solo chi va a Vancouver Island in questo periodo può godere degli spettacoli che la natura offre anche durante il rigido inverno.

Per essere super sincera, questo post è stato ispirato dal mio maritino che, con pazienza infinita, condivide ogni tipo di viaggio ma che vorrebbe tanto andare in Canada.
Qualche info qui: http://www.vancouverisland.travel/