Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)

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venerdì 9 settembre 2016

Una birra in compagnia

Sabato prossimo, il 17 settembre, inizierà l'Oktoberfest. Per chi non lo sapesse, si tratta di due settimane abbondanti (per la precisione tre week end) di folle celebrazione della birra, per dirla in modo semplice e forse anche un po' semplicistico. "Ma allora perché Oktober?" vi sarete chiesti. Io me lo sono chiesta spesso e sono quindi andata a scavare alle origini della manifestazione. Che in realtà è meno goliardica e quasi più romantica di quello che ci si possa aspettare.
Tutto cominciò a Monaco il 12 ottobre 1810 (eccolo ottobre!), quando il principe Ludwig di Baviera sposò la principessa di Sassonia Therese von Sachsen. Le nozze si festeggiarono in un prato in una parte della città che allora era periferica e durarono ben 5 giorni. Tutti i cittadini di Monaco furono invitati a partecipare. Il tutto si concluse con una corsa di cavalli e l'intitolazione alla sposa del luogo (Theresienwiese da allora) in cui si era svolto l'evento. Fu festa in tutta quanta la Baviera e la cosa piacque a tal punto da volerla ripetere anche l'anno successivo. Anno in cui alla corsa di cavalli fu aggiunta una fiera agricola, tradizione mantenuta ancora oggi (ogni tre anni) a differenza della corsa che, sebbene presente dall'origine, non venne continuata.
All'inizio e per alcuni anni le attrazioni non furono molte, nel 1818 invece furono introdotte alcune giostrine e altalene. Era possibile bere birra in piccole baracche, situazione che rimase così fino alla fine dell'800 quando osti e produttori di birra si organizzarono e fecero montare i primi grandi tendoni. Durante il secolo scorso, in alcuni anni non si tenne la festa a causa di epidemie e guerre più o meno mondiali, ma oggi l'Oktoberfest è ritenuta la festa popolare più grande del mondo.


Un po' di informazioni:

QUANDO: dal 17 settembre al 3 ottobre

DOVE: Monaco di Baviera

ORARI: dalle 12.00 del 17 settembre alle 23.30 del 3 ottobre. A mezzogiorno del 17 il sindaco di Monaco spillerà il primo barilotto di birra e questo darà il via ai festeggiamenti. Tende aperte dalle 10.00 (9.00 nei week end) alle 23.30. Alcune tende chiudono all'1.00. La birra viene servita fino alle 22.30

COSA FARE: oltre a bere birra si può assistere alla sfilata dei carri delle birrerie, al concerto delle bande, alla sfilata dei figuranti in abito tipico. Insomma non è solo un viaggio "di bevuta", tanto che alcuni giorni sono dedicati proprio alla famiglia e ai bambini.
Qui trovate un po' di informazioni e il programma.

Prost!

mercoledì 7 settembre 2016

Di viaggi stravolti e piacevoli novità: Amsterdam

la piazza davanti al Rijksmuseum con la famosa scritta
Un bel viaggio è tale perché apre gli occhi su nuove realtà, regala visioni da punti di vista differenti, permette di provare esperienze nuove. Bello, anzi bellissimo. Fin quando l'esperienza nuova non è ricevere in dono un'intossicazione alimentare da film o dover cercare un volo nel cuore della notte e cambiare i piani per colpa di un attentato.

Ma andiamo con ordine. Per il mio ultimo compleanno, gli ormai trentanni più giuntina, avevamo programmato un giro nel nord Europa, comprendendo spostamenti in treno tra le tre città scelte. Due new entry e un grande conferma. L'itinerario prevedeva Amsterdam - Lille - Parigi. Da raggiungere la prima in aereo per poi compiere gli altri spostamenti in treno, compreso il ritorno in Italia, cosa che ci avrebbe concesso il privilegio sia di fare una nuova esperienza sia di vedere dal basso e vicino quello che altrimenti avremmo sorvolato dall'alto. Un po' giro da Gran Tour ottocentesco, anche perchè sarebbe stato all'insegna dell'arte.


i canali di sera...
Quello era il progetto. Poi è arrivato il 13 novembre 2015. Saremmo dovuti arrivare nella capitale francese il 15 dopo una sosta a Lille, ma spinti un po' dall'incognita di cosa avremmo trovato una volta là, un po' dall'ansia di essere lontani da casa, con notizie drammatiche che si aggiornano in continuazione, un po' anche dalla paura delle nostre famiglie a casa, abbiamo prenotato un volo per il mattino successivo (benedetto wifi nelle camere d'albergo!!!) e siamo tornati a casa. Fine del viaggio. Per noi è stata la prima volta che un viaggio è stato così stravolto, interrotto e rimasto galleggiante in un misto di bei ricordi (Amsterdam ci è comunque piaciuta) e assoluto dramma. Ma a volte capita anche che i bei viaggi subiscano questa sorte, senza contare la nostra immensa fortuna che, con tante varianti, poteva farci capitare a Parigi un paio di giorni prima, come da progetto originale. Ma di questo non voglio parlare.
Dunque veniamo al sodo.
...e di giorno
Amsterdam è romantica, bizzarra ma un po' buia. Sì ok che era novembre, ma avrei gradito un po' di luci in più. Anche se questo contribuisce senza dubbio a regalarle ancora più fascino. E, a differenza di quello che avevamo sentito da tutti coloro che c'erano stati, non è fredda.
O almeno, noi abbiamo trovato giornate soleggiate e abbiamo indossato l'armamentario sciarpa-guanti-cappello solo un giorno. Abbiamo cominciato con un bel giro di perlustrazione di piazza Dam, su cui si affaccia il palazzo Reale, e delle vie che da essa partono piene di negozi e praticamente pedonali, cosa che ho molto apprezzato. Per la prima mezza giornata abbiamo gironzolato per prendere confidenza con distanze e monumenti. I canali e le case che su di essi sorgono sono molto pittoresche.
Colorate, strette e storte, dotate di montacarichi esterni per portare le cose ingombrati ai piani alti, hanno tetti differenti a seconda del periodo in cui furono fatte. Sono davvero bellissime! E la sera, con le luci che si riflettono sui canali, rendono la città molto suggestiva. Siamo arrivati ad Amsterdam il giorno del mio compleanno, perciò per la cena di questo giorno speciale avevo scelto un posto speciale. Per me. Ovvero un posto dove da una patata (gigante!) creano un capolavoro. Il posto si chiama Jacketz e ci sono due ristoranti in città. Pazzesco, sembra strano a dirlo, ma siamo usciti più che sazi e molto soddisfatti. La sostanza è che la base, una patata, si può condire a piacere ottenendo un super piatto. Io ho aggiunto salmone, formaggio e erbe aromatiche, il Maritino carne e qualche salsa. Un gran festeggiamento, niente da dire. E qui trovate il link, che a vedere le foto mi vien di nuovo fame.
Beghinaggio
Per il secondo giorno avevamo in programma il pezzo forte della vacanza: il Museo Van Gogh. Van Gogh, insieme a Renoir, è l'artista che in assoluto amo di più, nel mondo e dall'inizio dei tempi. Se aggiungiamo l'esposizione temporanea e il parallelo con Munch (Urlo compreso), potete immaginare che cosa sia stata la mattinata (abbondante) che abbiamo trascorso. Museo concepito benissimo, fruibile, molto godibile, e Van Gogh è figo. Punto. Qui il link del museo (è possibile cambiare la lingua).
Pomeriggio giro nella vecchia Amsterdam, abbiamo visitato la chiesa più antica in assoluto, poi il Beghinaggio, a cui si accede da una piccola porta ed è veramente carino (sarebbe il cortile dove stavano le beghine che si occupavano dei bisognosi, qui qualche piccola informazione), Houseboat Museum, per vedere com'è vivere in una casa galleggiante (il museo in sè è carino, ma mi sa che in una casa galleggiante non ci vivrei.). Cena in Leidsplein, che è bella ma l'abbiamo vista davvero in velocità.
Il mattino del terzo giorno lo dedichiamo alla Casa di anna Frank. Cosa si può dire di questo posto che ancora non sia stato detto e che non sia banale? Da vedere, assolutamente, con calma, e con consapevolezza. Un posto dove dramma e speranza si sentono uniti in un abbraccio, dove c'è malinconia e consapevolezza, dove la storia di una famiglia, e di una giovane ragazza, diventano La Storia. Per di più atroce. Date un'occhiata qui.
il Voldenpark
Usciti poco prima di pranzo (siamo andati alle 8 e c'era già coda) ho voluto provare uno dei piatti tipici, il panino con aringa cruda. Buonissimo è dir poco. Una scioglievolezza...
Il pomeriggio lo passiamo a gironzolare per il Voldenpark (parco enorme e molto ben tenuto, un vero e proprio polmone verde. Qui si va al sito ufficiale in olandese, qui ci sono meno notizie ma si può scegliere la lingua) e per le vie vicine, facciamo un po' di shopping, poi mercato galleggiante dei fiori, il Bloemenmarkt. Carino, davvero molto caratteristico, abbiamo comprato dei bulbi di tulipano che abbiamo piantato con successo. Da vedere con una bella passeggiata in relax. Attenzione agli orari perché chiude presto!
Rembrantplein
Cena in Rembrantplein, in un pub proprio di fronte alla statua (o meglio insieme di statue) che rappresenta la celebre opera "Ronda di notte". La piazza è viva, piena di locali e l'atmosfera è bellissima. Torniamo in hotel e cominciamo a pensare al giorno dopo, che avrebbe previsto crociera sui canali, Heineken Experience (link qui)e poi treno in direzione Lille. Ma abbiamo acceso la televisione e i programmi sono cambiati.

Di Amsterdam abbiamo portato a casa i canali con le case colorate, Van Gogh e Anna Frank, e tutta l'atmosfera nordica (così "in alto" non eravamo mai stati!) che ci è piaciuta davvero molto. Da girare in assoluta tranquillità e calma, perdendosi sui vari ponti che uniscono i canali. E non dimenticate le patate!

il mercato galleggiante di fiori
Qualche informazione pratica. Dall'aeroporto si arriva in poco tempo in città con il treno. Abbiamo alloggiato non proprio nella parte antica (che gli hotel che avevamo visto non ci convincevano) ma a due fermate di tram, con fermata di fronte alla struttura. Il tram va ovunque e con la OV Card (da obliterare in salita e anche in discesa) viaggi illimitatamente. Noi prendevamo i giornalieri perchè calcolando gli sconti con la IAmsterdam Card e il tempo che avevamo, non ci conveniva. Qui trovate molte informazioni.

P.s. sì, siamo passati anche per il Red Light District, ma in velocità e perchè sorge nella parte più antica della città, ironia della sorte, vicino alla chiesa più antica, vicino alla quale sorge una statua che immortala una celebre prostituta. Ma Amsterdam è proprio questo, contraddizione e unione di poesia, arte, romanticismo e commercio di vario genere.

martedì 9 agosto 2016

Mykonos...buona, anzi buonissima, la prima!

Piccola nota prima della lettura. Penso che sia più bello leggere il post con questo in sottofondo, vi sembrerà di esserci!

Sapete quando avete voglia "solo" di staccare la spina, cercare relax e divertimento, natura che ti sfinisca gli occhi per la bellezza e una vacanza scaccia pensieri? Ecco, se avete necessità di tutte queste cose, o una sola, o anche se volete vedere un'isola davvero davvero davvero bellissima, andate a Mykonos.
Due anni fa (e anche l'anno scorso, ma lo racconterò in un altro post) il Maritino ed io sentivamo l'esigenza di isolarci, in tutti i sensi, di diventare ostaggi del mare e del relax. Quindi, guardando un po' le mete in cui non eravamo stati, comparando i costi e lasciandoci trascinare dai bei pareri di chi ci era già stato abbiamo deciso di volare 9 giorni nella bella isola delle Cicladi.

Piccola divagazione tecnica. Abbiamo volato con Easyjet e abbiamo alloggiato ai Maganos Apartments, a Agia Anna, Paraga, in un appartamento delizioso con vista favolosa e piscina (prenotato su Booking.com, ma ora si trovano su Airbnb). Ci saremmo ritornati anche l'anno successivo ma è stato impossibile ritrovarli. Se dovessimo tornare a Mykonos, e succederà, ritorneremmo sicuramente lì! E siamo andati dal 24 settembre al 2 ottobre, ultimo volo di rientro.

La prima cosa che ci ha colpiti atterrando è stato il vento. Caldo, potentissimo. Già in fase di atterraggio, tra un sobbalzo e l'altro, vedevamo il mare incresparsi e la terra brulla, arsa, scura, che insieme al blu del mare crea un contrasto meraviglioso. E i colori delle case, bianche con le imposte in ogni sfumatura di azzurro...eravamo già conquistati. Dopo aver aspettato (invano) che ci venissero a recuperare, abbiamo diviso un taxi con una coppia di ragazzi che alloggiavano nel nostro stesso posto. E lì il primo assaggio della guida, diciamo sportiva dai, degli autisti dell'isola. Stradine strettissime, a tratti sterrate, in continua salita e discesa, prese con una velocità folle...prendendo il bus i giorni successivi, abbiamo imparato davvero a goderci i trasporti come giostre di un luna park e a ridere di gusto ad ogni discesa.

Arriviamo al nostro appartamento, pulitissimo, disfiamo gli zaini e per la prima volta do un'occhiata al panorama. Che non si può descrivere il mare quando è così blu, e così "tanto", così protagonista. Da rimanere estasiati. Quando arriva il tramonto poi...non so quante foto ho fatto di questo incantevole tramonto. Vogliamo subito andare a Mykonos town, e la proprietaria ci spiega dove poter prendere i bus ma poi ci accompagna direttamente. E qui, la meraviglia. Il tramonto, il mare, le luci che cominciano ad accendersi e la città così bianca, pulita, pullulante di gente, con tutti i negozi aperti...rimaniamo incantati! Giriamo e ci perdiamo tra le varie stradine, vediamo i mulini, il porto, "little Venice", mangiamo di corsa, prendiamo un bus e torniamo a casa, felici.

Dopo una notte di sonno davvero profondo, la mattina ci svegliamo con un tempo orribile, piove e c'è vento, insomma rimaniamo in casa (ho brontolato, lo ammetto) fino a fine mattinata, quando la pioggia si calma un po'. Prendiamo il bus, che ferma a due passi da noi, è economico e con orari buonissimi e ci dedichiamo alla scoperta di Mykonos town di giorno. Compriamo qualche cosa (è impossibile non comprare, penso ci siano anche riscontri scientifici!), mangiamo e torniamo a casa.
Dopo un po' di piscina, che era tardi per andare al mare, scendiamo (gli appartamenti sono alla fine di una piccola salita, altrimenti non godrebbero di tali panorami) alla taverna di Nikolas. Senza tema di smentita, è il posto più buono in cui mangiare. La sua mussaka, gli spiedoni di carne, abilmente cotti dal papà di Nicolas, e la feta al forno me li sogno ancora oggi. Il servizio è gentilissimo, mangi con i piedi sulla sabbia se vuoi, la famiglia dei proprietari è unica, offrono sempre il dolce e un liquore tipico. Tantissime volte pensiamo di andare a trascorrere un week end a Mykonos anche solo per mangiare da Nicolas. Che poi si diventa anche un po' amici e questo rende la vacanza ancora più bella.
I giorni scorrono essenzialmente alla spiaggia di Platys Gialos, con qualche incursione a Psarou, che sono a nostro avviso quelle più belle. Ci godiamo il sole, il vento, che se non ci fosse si cuocerebbe, il mare con i pesci, anche quelli che morsicano feroci le caviglie, usciamo la sera e svuotiamo la testa. Un giorno affittiamo una macchina per esplorare l'isola per intero. Abbiamo girato tutte, e lo dico in senso letterale, le strade asfaltate e sterrate presenti. In alcuni punti, davanti a discese pazzesche, ho avuto paura che la nostra piccola macchinina ci desse forfait, invece ha resistito.


Una sera, Nicolas ci avverte di una festa di una azienda svedese che avrebbe occupato l'intero locale. Potevamo anticipare la cena o non andare. Non ci abbiamo pensato un secondo. Doccia, recuperiamo anche i due ragazzi con cui abbiamo diviso il taxi il primo giorno e andiamo a mangiare. Quando vediamo il locale riempirsi di ragazzoni e ragazzone tutti vestiti in costumi vari, capiamo che la festa è cominciata, e noi ci siamo finiti dentro. Veniamo coinvolti in balli, bevute e allegria, per tutta sera. Sinceramente non ricordo a che ora siamo andati a casa, ricordo che la cena ci è stata offerta dal capo dell'azienda in persona, con cui abbiamo parlato e bevuto a lungo. Ma il ricordo che porto nel cuore con più gioia, insieme alla sensazione di spensieratezza che tanto si cerca ma raramente si trova, è la bellissima amicizia con una coppia di ragazzi americani che vivono a Londra, anche loro rimasti nel locale durante la festa, ma estranei all'azienda come noi, con cui abbiamo creato da quella sera un'Amicizia speciale. Andiamo a trovarli a Londra spesso e parliamo come se ci conoscessimo da sempre. Alchimie strane che si verificano in presenza di felicità.
La serata è quasi a conclusione della vacanza, che ci regala ancora momenti di amicizia, bel mare e sole.


Cosa ci siamo portati via da Mykonos? Il regalo di una decina di giorni di testa vuota, il regalo di una natura che non ti lascia tempo neanche di pensare da quanto è prepotentemente bella, il regalo di girare per le piccole vie piene di colori ma anche di bianco, di fiori, di profumi, assolutamente liberi, il regalo di sentirsi al sicuro, il regalo del conforto che un'Amicizia bella sa dare. E sì, anche tantissimi regalini, decisamente più materiali, ma che quando li guardo mi riportano là.

Piccola nota: Mykonos è bella a tutti i livelli. Noi non cerchiamo il divertimento sfrenato e non l'abbiamo fatto neanche lì, ma chi vuole può andare nelle spiagge di Paradise e SuperParadise che sono decisamente più scatenate, e far tardi insieme a tantissima gente. Insomma, abbiamo visto ragazzi in viaggio di post maturità, famiglie con bambini e coppie di anziani che a Mykonos trascorrono 6 mesi all'anno da 40 anni...tutti trovano il loro posto speciale, in quest'isola che speciale lo è veramente.





sabato 8 febbraio 2014

CINQUE curiosità per UNA città: Sochi

Questa notte mi è venuta un'idea, poco ragionata come quelle che saltano fuori mentre ci si addormenta, ma è pur sempre un guizzo. Ieri, guardando la spettacolare cerimonia di apertura dei giochi olimpici invernali a Sochi, mi sono resa conto di non sapere neanche dove si trovi di preciso questa città. Così, giusto per colmare le mie lacune in merito, sono andata ad informarmi un po'.
Con Sochi inauguro la mia nuova "minirubrica" di approfondimento sul...luogo della settimana! 5 curiosità sul posto del mondo in cui, durante la settimana, è accaduto qualcosa di bizzarro, straordinario, o che semplicemente ha attirato maggiormente l'attenzione generale.
3,2,1, via...

1. Sochi ha un clima unico in Russia: le medie delle temperature minime dei mesi più freddi non scendono oltre i 5 gradi (notare che qui in Italia a gennaio/ febbraio scende molto più in basso)! Questo grazie all'azione mitigatrice del Mar Nero su cui si affaccia e alla protezione della catena montuosa che le sta alle spalle.

File:Sochi Beach arbour.jpg 2. Sochi ha una vita turistica vivacissima. Gode infatti dell'attenzione degli amanti della montagna ma anche di quelli del mare, che approfittano delle sue spiagge e del clima mite.

3. Sochi affonda le radici della sua storia già nel periodo della Grecia classica e nel medioevo furono create colonie genovesi nelle aree circostanti l'attuale città, che fu fondata, com'è oggi, nell'Ottocento.

4. Sochi è una città ricchissima di musei, parchi naturali, bellezze paesaggistiche, acquari, luna park,  acquapark e tutto ciò che può rendere varia e divertente una vacanza.

5. Sochi è gemellata con tantissime città del mondo, compresa l'italiana Rimini!

5 curiosità per conoscere un po' meglio 1 città! Ma se volete approfondire la conoscenza di Sochi, vi rimando al sito ufficiale: http://english.sochiru.ru/

Per le foto grazie a www.wikipedia.it

martedì 30 aprile 2013

Crisi, maltempo e viaggi

Che ci sia la crisi, lo sappiamo bene. E non solo lo sappiamo, lo viviamo anche. A differenza di chi è sempre pronto a ricordarcelo. Oltre alla crisi poi, quest'anno, c'è anche il maltempo. Pioggia, pioggia, pioggia insistente scroscia senza fine da giorni, mesi, che sembra che il sole non voglia più farsi vedere per paura. Quindi, la somma di crisi e pioggia non poteva portare altro che all'accanimento dei soliti toto scommesse su quanti partono sfruttando il superponte festivo e quanti, invece, se ne stanno a casa. Ma, mentre impazza su ogni canale della tv il conteggio degli italiani in marcia, l'esito non è per tutti lo stesso. Come è possibile che dalle stesse domande si possano trarre risultati diversi? Eppure succede. Perchè mentre c'è chi afferma che 56 milioni di italiani (la quasi totalità quindi) non si muoveranno affatto, c'è chi propone immagini di allegri e spensierati turisti, a cui, per dirla tutta, non è andata molto bene dal punto di vista meteo, se hanno scelto il nord Italia. Pizzerie affollate, camper da tutte le parti, parcheggi diventati un miraggio. Quindi vuol dire che, nonostante la pioggia e la crisi, allora viaggiare si può. Certo che si può ...


Come ogni compleanno decidiamo di regalarci un viaggio, piccolo o grande a seconda delle possibilità. Beh, quell'anno lì, proprio quello di cui voglio parlarvi adesso, non eravamo stati molto fortunati. Ma per nessuna ragione al mondo avremmo desistito dal fare i nostri, anche se pochi, giorni insieme lontani da casa. E fu così che ci imbattemmo in una piccolissima città della costa francese, Port Fréjus. In realtà la città è quella di Fréjus, ma il centro si trova a qualche chilometro dal mare e quindi, circa trenta anni fa, ne hanno sistemato per bene il porto, che è così diventato una piccola cittadina della Costa Azzurra.
Meta non casuale, ovviamente. Parlando con un'amica, infatti, saltò fuori che lei aveva una piccolissima casa proprio sul porto, casa che lei affitta nella bella stagione, ma si sa, novembre non ne fa parte. E così, nel momento in cui dalla sua bocca uscirono le parole "è libera, non c'è nessun problema", eravamo già con i bagagli in mano.
Sistemiamo tutto nelle valigie, e questa volta portiamo anche il piumone, qualche vettovaglia indispensabile e tutto quello che "fa casa". Partiamo di sera, dopo il lavoro, tanto il tragitto è breve e il centro piccolo, la descrizione della padrona di casa è molto accurata, le chiavi, anche quelle strane, le abbiamo ben salde in mano. Niente indugi.
Raggiungiamo il centro senza problemi, la zona del porto con qualche minima difficoltà, il garage con qualche esitazione ma ... il vero enigma è la casa. Usciti dalla porta del garage sotterraneo, ci ritroviamo davanti una serie di piccole palazzine tutte identiche. Tutte con lo stesso sistema di identificazione e numerazione interna. Evidentemente è un sistema vincente per chi ci vive o anche solo per chi ci arriva di giorno, magari accompagnato dalla luce del sole. Ma per due poveri giovinetti, con due valigie e un piumone, che arrivano di notte, e per la prima volta si imbattono in tutto ciò, non è stato facile. Per niente. Comincia a dilagare il panico. Presa dal buio, schiaccio un ipotetico interruttore della luce. Peccato che fosse un campanello.
Io non sono mai stata una di quelle che da ragazzine fanno lo scherzo del "suona e scappa". Io quando suono un campanello è perchè so chi abita in quella casa o comunque lo scopro volentieri. Insomma, non scappo. Non scappavo, almeno. Fino a quella sera lì. Dopo mezz'ora di vagare al semibuio, appena ho capito che il pulsante che avevo schiacciato non aveva acceso la luce, ma svegliato un povero signore nel bel bezzo della notte, sono scappata. Ho mollato il piumone, le valigie, e soprattutto il Maritino, che allora non parlava neanche una parola di francese, e sono andata a nascondermi. A scriverlo mi viene da ridere ma, quella sera, dopo aver recuperato il Maritino, mi venivano le lacrime agli occhi. Non avevamo idea di dove fossimo. L'unico punto sicuro era il garage. Da cui ripartimmo, seguendo le indicazioni della padrona di casa. E da cui ripartimmo altre tre volte. Prima di prendere l'ardita decisione di chiamare la padrona di casa. Ore 1.00 del mattino. Non volevamo arrivare a tanto, ma più tentavamo di raggiungere la meta, più veniva tardi. Penso di non aver provato mai tanta vergogna. Eppure lei, la persona più gentile che ci sia sulla terra, ci guida passo passo fino alla porta di casa. E, a un tratto, quel labirinto diventa chiaro. Ci scusiamo, ringraziamo, ed entriamo. La casa è piccola ma bellissima. Sembra uno di quegli appartamenti americani dove in poco spazio c'è tutto, con stile. Proprio di gusto. Rinfrancati, facciamo il letto e piombiamo nel sonno del guerriero.
Alla luce del sole tutto appare diverso. I piccoli palazzi sono bellissimi e si affacciano proprio sul porto. C'è una bellissima luce e un profumo che solo chi frequenta il mare in inverno sa di cosa parlo. La piccola città è una bomboniera piena di botteghe di giovani artisti, locali culinari, negozietti. A pochi metri c'è anche un grande centro commerciale dove compriamo il necessario per la cena del mio compleanno, che di rito deve essere "speciale", e poi partiamo per il parco Marineland.

Ok, forse sono un po' grandina, ma cosa ci devo fare, tutto quello che ha a che fare con il mare mi affascina. E poi ci sono le orche, che adoro. Vedere il loro spettacolo, simile a quello che tanti anni prima avevo visto, sempre lì, vedere queste gigantesche vasche, vicino alle quali una volta ti permettevano di andare, per stare faccia a faccia con le orche, e che furono all'origine del mio amore per il mare e i suoi abitanti, quando un'orca mi diede una "testata", tutto questo anzichè aggiungermi un anno, me ne ha tolti diversi. E così trascorriamo la nostra giornata di novembre, in mezzo al mare.

Il giorno successivo (in realtà in mezzo ce n'è stato uno di riposo ... ) ci vede a Cagnes - sur - Mer, nella casa che ospitò Pierre - Auguste Renoir fino alla sua morte. Commovente per chi ama l'arte e conosce i suoi capolavori. Ma il momento in assoluto più toccante è stato entrare nel suo studio. I colori lasciati a metà, la sua sedia, il cavalletto, tutto suo, tutto lì. Ed è scesa qualche lacrimuccia.

E così ripartiamo per port Fréjus, troviamo subito l'appartamento, e ci godiamo l'ultimo giorno gironzolando per il porto, respirando il mare e l'atmosfera della Costa Azzurra.

Questo è quello che si può raccontare. Quello che proprio non si riesce ad esprimere sono le tantissime risate anche in momenti non proprio opportuni, il mettere insieme qualcosina per la mia cena speciale, l'attenzione per me che ero la festeggiata, il sentirmi sempre speciale. Forse a volte vorremmo andare lontano e vedere cose strane e la crisi, sempre lei, non ce lo permette. Però, le risate non ce le può, e non ce le deve, togliere. La complicità, gli sguardi, quelli rimangono e sono quelli che rendono speciale ogni viaggio, lungo o breve, originale o consolidato, lontano o vicinissimo.
Perciò viaggiamo, sempre!


Qui un po' di link utili:
http://www.frejus.fr/
http://www.marineland.fr/
http://www.cagnes-tourisme.com/fr/decouvrir/musee-renoir/presentation.html

martedì 5 marzo 2013

London calling


Finalmente ci sono riuscita! Le mie 624 foto, sono diventate "solo" 132, per la gioia delle vene di amici e famiglia, scongiurando coliche di mal di pancia improvviso o sonnolenza acuta. Però, più le guardo più mi piacciono ... le foto in sé, non essendo grandi maestri, non rendono al massimo, ma sono i ricordi che il cervello mi propone che me le fanno piacere quasi come se fossi là. Londra è un vero spettacolo. Con spettacolo intendo proprio il senso stretto del termine. Londra si mostra senza problemi, è fiera, pulita, divertente, gestibile, sorprendente. E, lasciatemi sfatare almeno a metà un mito, che poi è stata la domanda ricorrente da quando sono tornata, Londra non è cara. Ti offre tantissime possibilità di spendere, negozi, spettacoli, alcuni musei interessanti come quello delle cere, ma non sono spese indispensabili per godersi la città. Sì, certamente andare a teatro a vedere un musical è bellissimo, e un giro da Harrods è unico, ma senza queste mete, Londra è strabiliante comunque. Quindi non bisogna rimandare solo perchè si teme che poi arrivati là sia necessario spendere. Basta organizzarsi un po'. Ci si riesce, provato e confermato.

Tanto per cominciare i trasporti. Fondamentali se si alloggia non proprio in centro, sono probabilmente la nota economica più dolente. I biglietti per una corsa singola costicchiano, effettivamente. Ma, se si fa ricorso alle cards, la Oyster o la Travel, che abbiamo ampiamente usato, i costi diminuiscono moltissimo. Si possono prendere tutti i mezzi che si vogliono in numero illimitato. E se si acquista la Travel Card dopo l'orario di punta, le 9.30, si paga anche meno. E quindi si può cogliere la straordinaria opportunità di salire sul Double Decker e scendere anche solo dopo una fermata, o starci sopra un po' di più per godere di un panorama più "alto". O, meno divertente ma possibile, se si sbaglia la linea della metro si possono scoprire punti interessanti che magari non erano in programma, sbirciare qualcosina rendendo lo sbaglio proficuo, e poi tornare sul nostro percorso, senza dover acquistare un altro biglietto.

Altra falsità da sfatare, il cibo. A Londra non si mangia male. Si può mangiar male perchè c'è un'infinità tale di locali che offrono cucina internazionale, che probabilmente qualcuno non sarà il massimo. Noi personalmente abbiamo mangiato a Chinatown, che peraltro è bellissima, soprattutto di sera, spendendo pochissimo, mangiando a buffet (e quindi tantissimo) e tutto era molto buono. Abbiamo mangiato anche in un locale tipico vicino al Natural History Museum, dove abbiamo gustato un ottimo e molto abbondante Fish & Chips (assaggiarlo è d'obbligo) corredato di salse e purea di fave per poco più di 14 sterline. Si può anche mangiare nei pub, che sono bellissimi, ma attenzione all'orario, alle 23.30 al massimo si viene cortesemente invitati a guadagnare la porta e andare a casa.

Ma veniamo ai punti di forza. O meglio ad alcuni, perchè in quattro giorni sento che abbiamo appena grattato un po' la superficie riuscendo solo ad intravedere la ricchezza e la bellezza di questa città.

Mi aspettavo di dover percorrere chilometri e chilometri in metro da un'attrazione all'altra. Avevo programmato spostamenti, segnato le stazioni della metro da cui salire e scendere, con buona pace delle nostre ginocchia, invece no. Invece, uscendo dalla National Gallery, che si affaccia su Trafalgar Square, punto nevralgico della città nonchè bellissimo, mi cade l'occhio oltre alle colonne, e cosa vedo ... il Big Ben!
E così ci siamo andati a piedi! Ed io, sciocca che avevo pensato a come inserirlo, dove fosse meglio scendere, quale stazione fosse più vicina. Abbiamo passeggiato da un punto all'altro, sedendoci a bere un caffè dal nostro thermos (utilissimo se fa un po' freddo) su una panchina a Soho Square, e avendo come punto di riferimento l'orologio simbolo di Londra. Siamo passati davanti a Dowing Street, residenza del primo ministro, e abbiamo notato come abiti vicino al suo posto di lavoro. In un attimo infatti eravamo all'House of Parliament. Vicino al Big Ben, una meraviglia, e alla Westminster Abbey, imponente. Così, solo passeggiando.

Non abbiamo attraversato il fiume e quindi questa volta niente giro sulla London Eye, la grande ruota panoramica, ma le code sono lunghissime e il giro dura circa mezz'ora. Troppe cose da vedere e troppo poco tempo. La casa di Sherlok Holmes, il binario 9 e 3/4 di Harry Potter, Carnaby Street, Piccadilly Circus, Regent Street, Leicester Square, Buckingham Palace, The Mall ... tutto da vedere assolutamente, ovviamente oltre il British Museum e parte della National Gallery! Abbiamo camminato fino a sera, fino a quando le gambe ci hanno imposto lo stop forzato, seguite dai piedi. E di sera, Londra acquista ancora più fascino con le vie illuminate, le lanterne di Chinatown accese che oscillano sospese, i grandi schermi di Piccadilly ... non l'avrei mai pensato, eppure riesce perfino ad essere romantica. Abbiamo sorseggiato una cospicua birretta in pub e di corsa a dormire, in vista di un altro giorno tutto da camminare.

Trascorrere la mattina in due dei grandi polmoni verdi, Kensington Gardens e Hyde Park, ti dà l'impressione di essere un londinese d.o.c. C'è chi porta a spasso il cane, chi va in bici, chi fa jogging, e chi fotografa ogni cosa perchè tutto sembra bellissimo. Abbiamo visitato molto meglio i Kensington Gardens, ci siamo soffermati qualche minuto con i cigni del lago, qualche foto presso la statua di Peter Pan, uno sguardo anche ai giardini italiani e poi di corsa allo Speakers' Corner in Hyde Park a fare le foto di rito.

E poi, ci capita una cosa che proprio non ci aspettavamo. Troviamo ad attenderci una (lunga) coda alle porte del Natural History Museum. I principali musei a Londra sono tutti gratuiti. All'entrata c'è una scatolina in cui inserire le offerte, ma nessun biglietto e quindi, pensavamo, nessuna coda da fare. Invece il Natural History è talmente frequentato soprattutto da famiglie che portano i bimbi che per far sì che dentro si possa girare scaglionano le entrate. Dentro il museo è bellissimo, a partire dall’architettura alle varie sezioni. C'è perfino un simulatore di terremoti. E un T-Rex ad altezza naturale che si muove e "ruggisce"... e si torna bambini per un po'. La visita può durare quanto si vuole a seconda delle sezioni che si vogliono visitare. Certo è che, se si vuole guardare bene tutto, ci si impiega un giorno intero. Così come al British Museum, che contiene alcuni tra i più importanti tesori della storia dell'archeologia, tra cui la Stele di Rosetta, una delle Cariatidi, alcuni fregi del Partenone, tantissimi reperti dell'Antico Egitto, della civiltà Maya, Assira, della città di Ur ... c'è da rimanere a bocca aperta per ore. Per non parlare della National Gallery. Si sta faccia a faccia con le opere di Van Gogh, Monet, Manet, Renoir e moltissimi altri artisti che hanno reso unica l'arte. Sempre gratis. Anche se poi qualcosa alla fine si lascia sempre, non si riesce ad andare via così, con gli occhi pulsanti di bellezza, senza dimostrare una qualche riconoscenza in forma economica.


Concludere la giornata di fronte al Tower Bridge, col tramonto che colora la parte più moderna dei grattacieli e la più antica della Tower of London è stato uno dei momenti più belli ed emozionanti di questi giorni londinesi.

Tante sarebbero le cose da raccontare su Londra, tante quelle che si possono fotografare ma l'atmosfera, quella si può solo provare. Londra stuzzica, ti porta a voler vedere sempre di più, a voler essere parte della città. Ti stuzzica, non è per niente altezzosa, anzi accogliente nella sua pulizia e ordine.

Stare ai piedi del Big Ben, passeggiare in Carnaby street, contemplare la maestosità della Tower of London e del Buckingham Palace, sostare sulle rive del Tamigi mentre si accendono le luci della sera ... quante emozioni questa nostra Londra!!!

Ed ora qualche foto ...









martedì 5 febbraio 2013

Primi soldi, prima valigia, primo viaggio ...

Chissà che cosa vi siete comprati voi, che state leggendo questo post, con i primi soldi che avete guadagnato ... io una valigia. Non scherzo, eh, una bella e resistente valigia verde chiaro con bordi rosa. Mi ha accompagnata ovunque per tanti anni prima di essere caricata su un aereo con troppo entusiasmo e aprirsi senza ritegno. Quando l'ho ritirata dal nastro e ho visto che si intravedevano le mie scarpe dalla maniglia, ho capito che quello sarebbe stato veramente il suo ultimo viaggio.
Il primo, invece, è stato a Creta. Ed ha coinciso con la prima volta che ho preso l'aereo ...


Emozionatissima, entro nel nuovo negozio di borse et similia della mia città. Ho con me il primo gruzzoletto guadagnato, l'estate, una voglia matta di partire per Ovunque, e un fidanzato talmente bravo da seguire le mie matterie.
Giro un po' in quel negozio che ora conosco perfettamente ma che all'epoca era nuovissimo e tutto da scoprire, finchè la vedo. Verde chiaro chiaro, bordini rosa, grande, sembra resistente, ha belle tasche ... mi piace, non voglio vedere altro, la compro! E così esco trascinando la mia nuova, prima valigia, davvero solo mia, davvero mia mia, guadagnata, sudata, apprezzata. La porto a casa e la contemplo un pochino ... ma una valigia senza un posto dove andare è incompleta, è un po' come il pane senza niente sopra, buonissimo, ma volete mettere con un goccino d'olio, un pochino di cioccolato, un buon pomodoro, marmellata profumatissima ... insomma fate voi.
Perciò, con i miei soliti compagni d'avventure, il Gruzzolo, l'Estate, il Fidanzato e la Voglia di Partire che è la regina del gruppo, entro solo per avere qualche informazione in un'agenzia. Tutti coloro che hanno lavorato lì sono diventati amici, in seguito.
Certo il momento è un po' caro, è la settimana prima di Ferragosto, però se non vi importa sapere in quale struttura alloggerete e siete disposti a scoprirla in loco, ci sarebbe giusto un'offerta ... inutile dirlo, entrammo in 5 ed uscimmo in 4 ... il Gruzzolo ci aveva lasciato. Per un posto più felice, dove era in buona compagnia.

In capo a due settimane eravamo pronti ad affrontare la nostra prima, e permettetemi, davvero un po' tragicomica, partenza dall'aeroporto. Non avevamo idea dei passi da fare, delle procedure da seguire, niente, seguivamo indicazioni di persona in persona. Un mezzo disastro, corredato da tante risate, però. Insomma, riusciamo a sbrigare tutto in tempo, causo un piccolo trauma al piede ad un povero ragazzo in fila dietro di me (le sue urla "Mamma mia che dolore!" non me le tolgo più dalla testa), ma dopotutto era la prima volta che pilotavo la mia valigia nuova, e ci imbarcano sull'aereo. Controllo, seguo le indicazioni in caso di catastrofe e finalmente decolliamo. La sensazione di vuoto alla pancia del primo decollo è incredibile, anche perchè non sai quanto dura, poi quando "gira" l'aereo, i vuoti d'aria, ogni rumore è nuovo e sembra un annuncio di sciagura ... che spettacolo!!!
Atterriamo che è sera e nel tragitto dall'aeroporto all'albergo non riusciamo a vedere granchè, però almeno ci hanno detto la struttura che ci ospiterà nella settimana. La stanza è immensa, il personale cordialissimo, ci preparano qualcosa da mangiare anche se siamo ampiamente fuori orario di cena. E così siamo pronti all'esplorazione, il giorno dopo.
Creta è bellissima. Spiagge, storia, ospitalità autentica ... tutto condensato in una piccola isola. Visitiamo Cnosso, ci tuffiamo nella mitologia insieme al Minotauro, esploriamo il Museo Archeologico e le sue moltissime meraviglie.
Dal nostro albergo con pochissimi minuti di passeggiata si arriva nel piccolo paesino pieno di locali sul mare e negozietti tipici, tutto quello che si può ricavare dalle olive e dagli ulivi, lo potete trovare senza difficoltà. Trascorriamo la settimana tra relax, divertimento, buonissimo mangiare, passeggiate ed esplorazione dell'isola. A volte quest'ultimo passaggio è risultato un po' difficoltoso, però ... di ritorno da una bellissima giornata trascorsa ad Agios Nikolaos, località splendida con spiagge bellissime e un centro molto ben curato, avendo preso il bus di linea, scendiamo ad una fermata "standard" diciamo, non turistica, quindi cominciamo a camminare, camminare, camminare ... due giovani innamorati e leggermente sperduti, soli in mezzo agli ulivi, con la sola compagnia delle cicale ... bellissimo ... la prima mezz'ora. Ma dopo che si cammina per non si sa più quanto, con la paura di doverlo fare almeno altrettanto, diciamo che la poesia può venir meno ... e così ci troviamo a fermare un taxi che ci porta a destinazione in ... 2 minuti! Eravamo arrivati, i piccoli esploratori erano arrivati a destinazione!
I ricordi di Creta sono dolcissimi, ci torneremmo domani. La Grecia ha un fascino unico! Da provare assolutamente e da riprovare spesso, infatti è sempre nella mia lista dei desideri in pianta stabile. È come se, una volta arrivati lì, si venisse inglobati in una famiglia gigante, di quelle di una volta, dove si parla tanto, si mangia tantissimo e si viene coccolati in continuazione. Splendido, veramente.
E poi alcune delle persone che abbiamo conosciuto grazie a questo viaggio sono adesso carissimi amici che sentiamo con regolarità, anche se riusciamo a vederli poco per la distanza.
Una settimana passa in fretta purtroppo e siamo di nuovo pronti a riempire la valigia. Un po' più stipata che alla partenza perchè c'è qualche regalino, ricordo del nostro primo viaggio in aereo, con la mia prima valigia, comprata con i primi soldi guadagnati.

Qualche piccola dritta ...
Chi fosse interessato alla parte archeologica, non si fermi alla visita di Cnosso che, seppur molto suggestiva, è in gran parte ricostruita. C'è un sito, a Malia, molto ben conservato e per nulla toccato da rifacimenti vari, è bellissimo. E, se voleste soggiornare a Sissi, noi siamo stati all' Alexandros Hotel, e ci siamo trovati benissimissimo!
Ah, comunque, la valigia non viaggia più con me, ma non l'ho buttata ... troppi ricordi ...

venerdì 1 febbraio 2013

Un week end ... da favola!


Vero, non sono più una bimbetta, ma subisco ancora prepotentemente il fascino dei cartoni, soprattutto Disney. Per fortuna non sono la sola, tant'è che con alcuni amici stiamo organizzando una serata Disney per l'appunto. Tutto ciò mi ha portato a questo post, e questo post, a sua volta, porterà voi ... nei luoghi delle favole! Oggi quindi, organizziamo un fine settimana da favola!

Se tanti luoghi presenti nei cartoon sono facilmente riconoscibili, pensiamo alla parigina Cattedrale di Notre Dame o alla Pechino di Mulan, altri invece vanno cercati con più attenzione, ma sono luoghi incantevoli per trascorrerci alcuni giorni di relax.

Per esempio:

1) chi volesse sentirsi la Principessa Aurora per qualche giorno, metta la corona in valigia e parta subito per la Baviera, dove si trova il castello di Neuschwanstein. Il castello delle favole per eccellenza, piacque talmente a Walt Disney che, oltre ad utilizzarlo nel celebre cartone, volle che ne fosse costruito uno in ogni parco di divertimenti Disney. Bello fuori e meraviglioso dentro, con le stanze dedicate alle opere di Wagner, riccamente decorate. E poi la sala del trono, la camera da letto con tanto di lavabo provvisto di acqua corrente, una grotta con stalattiti e stalagmiti che porta alla sala da pranzo. Si può raggiungere a piedi, in bus o ... in carrozza! Veramente principesco!

Per saperne di più: http://www.tuttobaviera.it/neuschwanstein2.html

2) Avete voglia di un goccio di avventura in più? Volete un confronto con niente meno che re Artù? Allora il posto giusto è il complesso di San Galgano, vicino a Siena. Pare che ci sia una spada conficcata in un masso nella Rotonda di Montesiepi, che risalga al XII secolo. Purtroppo oggetto anche di atti vandalici, è stata studiata da grandi esperti di spade medievali. E poi, a 35 km c'è Siena, città incantevole e molto ospitale. Per un week end di azione, seguito da un buon bicchiere di vino e tante specialità toscane da gustare!

Qui info: http://www.sangalgano.org/spadaroccia.htm

3) Di nuovo in Italia, di nuovo principi e principesse. Pare che il castello Savoia, a Gressoney-Saint-Jean in valle d'Aosta, abbia ispirato il castello del principe/bestia de "La Bella e la Bestia". Immerso nel verde, con l'esterno rivestito in pietra e addirittura un giardino botanico, entrando è necessario indossare i calzari per preservare il pavimento originale. Chicchissimo! Vedere il cartone e partire!

Un po' di notizie qui: http://www.lovevda.it/turismo/scopri/cultura/castelli/castel_savoia_i.asp?tipo=scheda&pk=873&nomesch=sch_Patrimonio

4) Questo luogo è magico indipendentemente dal fatto che sia stato di grande ispirazione per il celebre cartone "Rapunzel e l'intreccio della torre". La bella principessa Rapunzel, rapita da una strega cattiva, è rinchiusa in una torre altissima che, a ben guardare, assomiglia proprio a ... Mont Saint-Michel. L'isolotto, posto nella costa settentrionale francese, è collegato alla terra ferma da una lingua di terra che, per effetto della marea, compare e scompare, laciandolo dunque completamente isolato. Per gli amanti della natura è fantastico per effetto del cambiamento delle maree che scombinano il paesaggio. Ma anche gli amanti dell'architettura troveranno quel che fa per loro. Da non perdere l'Abbazia e i bei musei.

Info: http://www.ot-montsaintmichel.com/index.htm

Buon week end da favola a tutti!!!

giovedì 31 gennaio 2013

Foresta Nera

Parlando con una giovane amica sulle mete del cuore, quelle in cima alla propria lista dei desideri, in mezzo al mio caos di posti ai quattro angoli del globo, che sono tutti al primo posto a pari merito, è emersa la sua serena risposta: "la Foresta Nera. Voglio visitare la Foresta Nera!". Occhi sgranati della sottoscritta, che da una ragazza poco più che ventenne si sarebbe aspettata qualche città cosmopolita o qualche isola talmente lontana da non trovarla neanche sul mappamondo. E invece no. Lei, giovane con il mondo tra le mani, ha scelto di mettere la natura e l'assolutamente verde al primo posto. Confessando la mia lacunosissima conoscenza del posto, sono andata subito a documentarmi e, devo dire che, sebbene io sia un'amante del mare sempre e comunque fedele, la Foresta Nera è un luogo incantevole. Perciò, oggi occhi puntati su ... la Foresta Nera.

"Ma, prima di guardarmi così, sai com'è, almeno?", giustamente chiede lei.
"Mmmm, no. Ma so dove si trova!", replico sinceramente io.
"Ecco, allora prima guarda due foto e poi ne riparliamo, magari mi accompagni anche!", non perde un colpo, la ragazza ...
Così navigo un po' e trovo foto e spiegazioni, posti da vedere, cascate, colline verdissime ... wow!!!

La Foresta Nera si trova nel sud-ovest della Germania, ed è tutta compresa in due parchi naturali, gode di un clima buonissimo ed è detta "nera" per la foresta di abeti che cresce fitta fitta ad alte quote. Comunque di nero questo posto ha solo il nome, per il resto è coloratissimo!
Il punto di partenza ideale per esplorarla è la città di Friburgo, una città non molto grande ma ricca di bellissimi posti, come il suo centro storico, la "Casa della Balena" nella quale alloggiò anche Erasmo da Rotterdam, l'antico quartiere degli artigiani, il Duomo, uno dei più bei Duomi gotici d'Europa, e un coloratissimo mercato.
Da qui si parte per un'incursione a 360° nella natura. Tra le meraviglie da non perdere:
Triberg, con le cascate più alte della Germania e l'orologio a cucù più grande del mondo, Schluchsee e Titisee, due laghi, le "perle" della Foresta Nera, le miniere d'argento, la Strada delle Alture, Schwarzwald Hochstraße, che da Baden Baden a Freudenstadt tocca alcuni dei punti più belli della Foresta Nera.

Se poi, dopo aver fatto una bella incursione nel verde, aver mangiato la tipica torta di ciliege "Schwarzwälder Kirschtorte" magari accompagnata da un po' di grappa o un buon bicchiere di vino, vi venisse voglia di divertirvi e tornare bambini ... ebbene sì, lo potete fare. A Rusk, infatti, c'è il parco divertimenti più grande della Germania, l'Europa Park, con attrazioni che piaceranno ad adulti e bimbi.
La Foresta nera offre una vacanza completa, natura, belle città, cultura, buon mangiare e buon bere e anche divertimento!
Che la mia giovane amica avesse dunque ragione?

Qui un po' di info:
http://www.viaggio-in-germania.de/foresta-nera.html
http://www.europapark.de/lang-de/Startseite/c1174.html

martedì 29 gennaio 2013

Un regalo chiamato Londra

"Cosa vorresti come regalo di compleanno?"
"Niente, davvero"
"Va beh, ma ci sarà qualcosa che vuoi, dai, che non ti compri ma che vorresti ricevere, una cosa sola ..."
"No, veramente, non mi viene in mente niente, non saprei ..."
"Va bene, allora faccio io! Va bene Londra???"


Ecco, in neanche troppa sintesi, come è nata l'idea di andare a Londra. Come sempre preferiamo viaggiare anzichè comprare un regalo di compleanno "classico". La meta mi frullava in testa da tantissimo, avevo anche già comprato  diverse guide e provato a tirare giù un itinerario, ma poi era un viaggio sempre rimasto in giacenza nella nostra "wishlist". Doveva arrivare adesso. In occasione del compleanno del maritino. Le date in realtà, per questioni lavorative, saranno un po' anticipate rispetto al giorno del compleanno.

Così, ho sfruttato la forzata quarantena e ho messo su un bel viaggetto. Coordinato voli e hotel, in giorni in cui coordinare anche le dita delle mani era affare difficoltoso, e spulciato sulle guide alla ricerca di tutti i punti interessanti da vedere. Ovviamente non li vedremo tutti. Neanche ci tornassimo 10 volte, forse riusciremmo a guardare tutta questa immensa e variegatissima metropoli.

Essendo molto appassionati di archeologia, arte e natura ho subito puntato sui musei, un punto fermo intorno a cui far ruotare il resto. British Museum, National Gallery e Natural History Museum sono i prescelti. Una volta sistemati quelli, ho cercato di farcire le nostre giornate con più punti di interesse possibile ... a mio marito sono venuti i capelli dritti ... ma io ho tanta fiducia nelle nostre capacità podistiche! Con la Travel Card alla mano toccheremo Trafalgar Square ( e questa è facile perchè è la piazza su cui si affaccia la National Gallery), Leichester Square con tanto di foto ricordo con la statua di Charlie Chaplin, assolutamente da fare perchè serve a mia sorella per una tesina, China Town, Carnaby Street, Soho e uno sguardo a Piccadilly Circus, veloce incursione per ragioni di spostamento. Questo il primo giorno. Dopo uno/due musei.

Ma siccome Londra è anche parchi ... Kensington Gardens, a caccia della statua di Peter Pan, e Hyde Park, che sono uniti. E un tuffo nella City col Tower Bridge e la Torre di Londra poi, dopo uno spostamento, House of Parliament, Big Ben e London Eye. Finiremo la giornata, e le forze, con una visita più calma, forse, a Piccadilly e Regent Street. L'ultima mezza giornata londinese la dedichiamo a Sua Maestà ... Buckingham Palace e The Mall, dopo aver fatto una piccola sosta in Baker Street, nella casa di Sherlock Holmes. Questo è tutto il nostro itinerario.

Mancano davvero tanti bellissimi posti: Covent Garden, Portobello Road, Notting Hill, Camden Town e tanti tanti altri. Ottime scuse per tornarci prestissimo!
Riusciranno i nostri eroi a portare a casa le gambe tutte intere? Al fatto di tralasciare qualche tappa che mi sono prefissata non ho neanche pensato, ovviamente!

giovedì 24 gennaio 2013

Circo, Principi ... Monaco

Non so se vi sia mai capitato di andare a Monaco, Montecarlo e magari fermarvi anche di sera ... beh è stupendo! Sono andata al Gala del Circo di Montecarlo l'altra sera e devo dire che è stato davvero stupefacente! A parte la bravura degli acrobati, soprattutto il duo finale che mi ha fatto chiudere gli occhi un momento per la paura che cadesse da un'altezza vertiginosa, a parte che sono sensibile al fattore principesco, a parte che il circo è un ambiente particolarissimo (non entro in merito a questioni "animalesche", non è il caso), ma l'atmosfera è la vera regina di questo principato, scusate il gioco di parole.
Pur essendo così piccolo,  il Principato annovera moltissimi punti di interesse sia naturalistrico che culturale. Perciò, oggi occhi puntati su ... il Principato di Monaco.
Così vicino all' Italia ma così differente, il Principato di Monaco ha una storia che comincia intorno al
1200 circa, ed è una storia intimamente legata all'Italia, poichè il fondatore fu proprio un genovese.
Quello che proprio non può mancare di essere visitato è:

- il Museo Oceanografico: modellini, ricostruzioni, scheletri e vasche di pesci, incantevole e da vedere e rivedere e rivedere...

- il Giardino Esotico: un giardino a cielo aperto, non solo piante provenienti da Stati Uniti, Messico, Sudafrica per dirne alcuni, ma anche grotte, belvedere... stupendo!

- il Palazzo di S.A.S. il Principe di Monaco: la Cappella palatina, gli affreschi del XVI secolo, le sale riccamente decorate ... per fare un tuffo nel dorato mondo principesco!

- la Cattedrale: oltre a contenere le sepolture dei Principi defunti, la Cattedrale conserva un trono episcopale in marmo di Carrara e un organo a quattro tastiere.


Ma, più di tutto, è affascinante il paesaggio, l'aria nobile, la pulizia, l'estrema cura che c'è in tutto, dai marciapiedi alle illumionazioni. Camminarci di notte, con le luci che si riflettono sul porto, è quasi poetico. E, rientrando in Italia, se si getta la testa indietro, si vedrà tutto illuminato, i palazzi, le strade, il porto... incantevole!


Qui un po' di link:
http://www.oceano.mc/
http://www.jardin-exotique.mc/it
http://www.visitmonaco.com/it/Visitare/Monumenti/Il-Palazzo-del-Principe-Grandi-Appartamenti
http://www.visitmonaco.com/it/Visitare/Monumenti/La-Cattedrale-di-Monaco