Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)

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martedì 25 ottobre 2016

Marrakech

Sono qui seduta alla mia piccola scrivania fatta da mio zio su misura per il mio micro angolo libero, sotto una finestra mentre piove. Che momento romanticissimo eh? Se non fosse che praticamente domenica parto e ho ancora millemila cose da preparare. Io non so se succede anche a voi, ma quando sono a ridosso di una partenza e ho tutto da fare, non lo faccio fino al giorno prima, così poi scoppio. Questa volta ci vengono in soccorso le 14 ore di volo, quantomeno ci possiamo riposare. E mentre con una nuova amica viaggiatrice in fase di partenza per la Thailandia come me, ci scambiamo notizie, curiosità e consigli, ci raccontiamo anche alcuni viaggi passati. Proprio così mi sono tornati alla mente i giorni trascorsi a Marrakech due anni fa, proprio in questo periodo.
Prima di tuffarvi nel racconto, come sempre create un po' d'atmosfera cliccando qui.

Abbiamo prenotato un viaggio per Marrakech quasi senza accorgercene. Quell'anno avevamo deciso di non andare a Parigi al mio compleanno, ma di vedere qualcosa di nuovo. E così, in coda in un ufficio, ho cominciato a cercare qualche destinazione e dopo 10 minuti ho proposto al Maritino la bella città marocchina. Che peraltro erano anni che mi attraeva, ma mi mancava lo spunto. Penso che sia stata la prenotazione più rapida della storia. Entrambi decisi ad alloggiare in un riad e non in un classico hotel, ho cercato quello che mi piaceva di più per posizione e colori. La cosa più strabiliante è che non ho dovuto fare i conti con il budget. Qualsiasi struttura guardassi era economica ma bellissima. Abbiamo scelto solo in base al gusto. E questo è stato davvero un privilegio. Solitamente, dopo aver scelto la meta, comincia un lavoro certosino di ricerca e comparazione, cosa che a me diverte parecchio, devo ammetterlo, ma che sfinisce il Maritino. Pensate che l'ultima volta ha preferito pulire tutta la casa piuttosto che passare il pomeriggio a guardare hotel. E anche se era ormai il terzo giorno di fila che cercavamo, e lo facevo ormai anche nel sonno, per me è inconcepibile rinunciare volontariamente a questa fase del viaggio, così stimolante. Insomma, volo fissato e riad prenotato in un lampo, la nostra prima avventura marocchina è iniziata così.
Devo dire che la partenza in fascia precolazione non è stata l'ideale. Abbiamo dormito in macchina prima di lasciarla al parcheggio, e a Milano a novembre di notte fa Freddo. Ma ci sentivamo spavaldi. Spavalderia che abbiamo subito pagato, ovviamente, perché una volta arrivati a destinazione tutta la stanchezza si è fatta sentire. Tutta insieme e tutta di colpo.
Atterriamo all'aeroporto e rimaniamo subito affascinati. Immenso, bellissimo e nuovo, una cattedrale bianca nella terra rossa. Avevamo concordato con François, il proprietario del riad, una navetta dall'aeroporto e come promesso troviamo il nostro autista che prontamente ci porta a destinazione. Nel frattempo gli faccio mille domande, a cui lui pazientemente risponde, e ci fa vedere lungo la strada alcune cose interessanti.
Sinceramente, sono partita non sapendo cosa aspettarmi. Immaginavo una città affascinante e tutto sommato simile a una delle mie care capitali. Forse è per questo che all'inizio abbiamo avuto qualche dissapore. La città ed io, intendo. Non ci siamo subito capite, ecco. Arriviamo al riad e veniamo accolti nello splendido cortile dove François ci fa il chek in, e mi canta anche "tanti auguri" visto il giorno, poi veniamo investiti da una serie di consigli (la parola giusta probabilmente è avvertimenti) sulle cosa da fare, ma soprattutto quelle da non fare. Non fissare i venditori in piazza, non mangiare nei chioschi, non sostare a guardare gli animali, non qui, non lì...anche se le intenzioni erano sicuramente buonissime, per un attimo ci siamo spaventati. Questo, unito alla grandissima stanchezza di una notte passata praticamente in bianco e anche al freddo, ha cominciato un processo di disgregazione della mia felicità, che si è concluso nel pomeriggio con un pianto epocale. D'accordo, forse non dovevamo andare come prima cosa in quel gigante labirinto che è il suq. Avremmo dovuto prendercela comoda, sederci a un bar, fare una passeggiata nel centro, in quella meravigliosa via che parte da piazza Djema el Fnaa (cosa che poi abbiamo imparato a fare) e non buttarci a capofitto nel dedalo di viuzze con tutti che ci invitavano a comprare. Poi ci siamo anche incaponiti a voler trovare per forza un ristorante consigliato da un'amica, perso nel mezzo del caos. Avevamo fame, sonno, confusione...un mezzo disastro. Abbiamo trovato il posto, mangiato un cous cous gigante e girato nella restante parte del pomeriggio. Abbiamo visto la Madrasa Ben Youssef, imponente, la Qubba almoravide e riperdendoci nei suq siamo tornati nel nostro bel riad. Un rifugio bello e silenzioso. Perchè a Marrakech c'è caos. Un caos che all'inizio ti confonde, ma poi ti entra dentro. Come primo giorno è stato il più drammatico della storia dei miei viaggi. Ed era anche il mio compleanno, per giunta. Una doccia, vari piantini, uno sgranocchiamento di cose portate da casa e una marea di partite a carte più tardi, il Maritino mi ha strappato il primo sorriso della vacanza e da qual momento è ripartito il mio viaggio.
Il giorno dopo ci aspettava una colazione davvero super. Il tè alla menta più delizioso del mondo, unito a un pane gustosissimo, spremuta d'arancia, marmellata...una colazione super.
Abbiamo girato la città sempre a piedi. Oltre ad essere ovviamente economico è anche l'unico modo, secondo noi, di vivere dei momenti che altrimenti andrebbero perduti. Come infilarsi in una piccola stradina e percorrerla insieme ai bimbi appena usciti da scuola. Che ti guardano con quegli occhi un po' spaventati ma curiosi (ricordatevi di non fotografare le persone senza chiedere il permesso!). Una stradina che poi magari collega due posti turistici, ma in cui nessun turista passa mai. Questo è il bello di una città come Marrakech. La città c'è, le attrazioni ci sono e stanno lì, ad aspettare che tu le scopra. Abbiamo visto il Palazzo El Bahia, le tombe Sa'diane e il palazzo El Badi. Abbiamo visto centinaia di cicogne e la città dall'alto. Abbiamo fatto sosta in una pasticceria e poi di nuovo nel caffè sulla piazza seduti nella terrazza panoramica,
e poi acquistato e contrattato nei vari mercatini (sempre però in quelli non subito vicini ai palazzi perché sono più cari e non si contratta bene). Mi hanno detto, al termine di un'accesa contrattazione per una lanterna (che ho spuntato al prezzo che volevo io) che contratto come una berbera. Non so se sia un insulto o un complimento, ma comunque è un apprezzamento, ecco, vediamolo così. Tornati al riad decisamente più felici del giorno prima ci prepariamo ad uscire per la nostra prima serata marocchina. La piazza è meravigliosamente varia di giorno e di notte cambia completamente. Tutte le bancarelle lasciano spazio a veri e propri stand gastronomici, che cucinano dalle lumache ai dolci, invadendo la piazza di profumi e fumo. Incredibile. Mangiamo in un ristorante sulla piazza, piccola passeggiata e andiamo a dormire.
Il giorno dopo, di nuovo dopo una gustosissima colazione, partiamo. Destinazione giardini Majorelle. Che sono INCANTEVOLI. Da rimanere strabiliati. Belli, curati, silenziosi, coloratissimi, si vede il gusto di chi dell'arte ha fatto la sua vita, come il pittore francese Majorelle, creatore anche della particolare tonalità di blu, che si fece costruire proprio in questo posto la casa e i giardini che ora si possono ammirare, e dello stilista Yve Saint Laurant che se innamorò tanti anni più tardi e che la volle acquistare. Dello stilista rimangono ancora alcuni lavori in una apposita galleria. Date un'occhiata qui.
Rimaniamo ai giardini tutta la mattina, poi torniamo in centro, e ci dedichiamo di nuovo agli acquisti. Questa volta non nel suq, ma in un'erboristeria consigliata da François in cui acquistiamo zafferano e pepe nero (il primo non è commentabile, il pepe invece è buonissimo!!!) e poi in un centro artigianale in cui acquistiamo uno strumento musicale, una maschera in cedro e regali vari. Forse un pochino più caro e non contrattabile, ma fatto a mano e di grande qualità. La sera mangiamo al riad e rifacciamo le valigie.
Ultimo giorno, ultima super colazione. Siccome il volo è nel tardo pomeriggio, alla mattina andiamo a dare una sbirciata alla moschea Koutoubia, solo da fuori ovviamente, e al roseto che la circonda. Siamo molto affascinati, devo ammetterlo. Il Minareto è davvero un grande punto di riferimento, alto e imponente, e sia di giorno che di notte ricco di fascino. Siccome siamo ancora pieni dalla colazione ma l'ora comincia a essere quella di pranzo, decidiamo di andare in un posto suggeritoci sempre dalla mia amica, esperta della città. Si chiama Henna Cafe e, oltre ad avere i tè più vari e tutti buonissimi, dei piatti gustosissimi, una location davvero carina, una tartarughina mascotte che gira tra i tavoli e una signora gentile che fa i tatuaggi all'hennè (veri e bellissimi), più di tutto ha una finalità sociale e culturale. Ed è bellissimo. Andate a dare un'occhiata qui e poi, quando siete a Marrakech (perché la dovete vedere!), andate a trovarli.
Riprendiamo i bagagli, affidiamo a François delle cartoline che non sono mai arrivate e torniamo a casa. Ovviamente combiniamo un mezzo pasticcio in aeroporto e per poco non perdiamo l'aereo, ma se non combiniamo qualcosa di divertente (dopo, sul momento meno) non siamo noi.

Marrakech bisogna vederla, mangiarla e odorarla. E soprattutto bisogna sentirla. Nel caos della piazza, nel suono dell'incantatore di serpenti, nel richiamo alla preghiera, nel gallo al mattino, nel silenzio dei giardini e dei riad. Marrakech io l'ho capita dopo. Mi è entrata dentro piano piano, brutale e irruente com'è. Ma poi, come tutta l'Africa, una volta dentro non esce più. E ora ci tornerei.

mercoledì 12 ottobre 2016

Ma se ghe pensu...

Oggi per noi, liguri sempre brontoloni, è una giornata di festeggiamento. Sono passati infatti 524 anni da quando il "nostro" Cristoforo Colombo "scoprì" l'America. Le virgolette sono d'obbligo in entrambi i casi, perché nostro Colombo lo è solo in parte, e neanche in modo sicurissimo, e scoprì l'America o meglio la raggiunse, ma che fosse il primo in realtà non è certissimo.
Ma si sa, la storia ha bisogno di punti fermi e certezze e Colombo è una di queste. Nei giorni finali di settembre, per far passare la delusione di un viaggio mancato, il Maritino ed io abbiamo deciso di andare a Genova e camminare per ben due giorni. 
Io con Genova ho un rapporto complicatissimo. Va oltre l'odio-amore. Ci sono dei posti, degli scorci, dei panorami che mi fanno brillare gli occhi, poi mi giro e vedo altrettante cose che mi fanno accapponare la pelle. Penso succeda così a molti nei riguardi delle grandi città, che sono sempre un po' complicate da vivere, specie per chi non ci è nato, ma ci capita solo di passaggio. Io a Genova ci ho abitato anche per qualche tempo durante il percorso di studi, ma non l'ho mai vissuta in maniera goliardica, tutt'altro. E così ho forse perso momenti di svago che me l'avrebbero fatta apprezzare sotto un'ottica diversa. Ora sono due i motivi che mi spingono ad andarci. Uno è il Porto antico con l'Acquario, l'altro i bei negozi di via XX settembre. Lo so, non sono concetti che salvano proprio il mondo ma è la verità.
E così, in questa incursione settembrina, abbiamo cercato di guardare Genova come la guarderebbe un turista, meno di fretta e scattando molte foto. 
Innanzitutto cliccate qui e create l'atmosfera. 
Il nostro tour è iniziato con un po' di sano shopping (piccola tip per chi abitasse in zona o ci capitasse: le poltrone massaggianti di Fiumara sono apocalittiche! Provatele e vedrete.), poi abbiamo parcheggiato la macchina al porto e, gambe in spalla, abbiamo tirato su il naso come farebbe chi la visita per la prima volta. La zona del Porto Antico è secondo me la più bella di Genova. A me piace il mare è vero, e questo influenza il mio giudizio, ma c'è così tanto della cultura ligure in quel posto, che per forza pensi ai pescatori e al loro lavorare al mattino prestissimo o di notte, in mezzo a quel profumo di mare. Poi vedi le case e i palazzi tutti arroccati a rivendicare porzioni di terreno che non bastano per tutti, e la Lanterna, che è un simbolo assoluto, e parti con le canzoni in dialetto che da piccola tanto odiavo ma che mio malgrado ora mi ritrovo a cantare in modo quasi automatico quando vedo certi panorami. Questa zona è stata completamente rimessa a nuovo in occasione delle Colombiadi, cioè i festeggiamenti per i 500 anni della scoperta dell'America, che hanno dato un nuovo volto alla città. Proprio in quell'occasione hanno aperto l'Acquario, che è il secondo d'Europa e il nono del mondo, piazzato un Galeone, che è più scenico che altro ma bellissimo, e dato una bella impronta alle piazze inserendo le Caravelle in disegni e vegetazioni. Non si può dire che non abbiano approfittato dell'occasione. 

Abbiamo passeggiato un po' e, pensando di lasciare l'acquario per il giorno successivo, ci siamo inoltrati nei vicoli di Genova. Quindi, spalle al mare e via all'esplorazione di stradine più o meno strette, i "caruggi" in dialetto ligure, che sono un caos vero e proprio. Sono una torre di Babele spalmata in lungo e non in alto. Puoi trovare il negozio di chincaglierie e la gioielleria di antichissima famiglia ligure a un portone di distanza, una gelateria tipica e un ristorante orientale proprio attaccati. E tutto si mischia e si fonde, a volte con buffi esiti confusionari, ma assolutamente caratteristici. Camminando un po' arriviamo alla Cattedrale di San Lorenzo, in pieno stile ligure, immensa se paragonata alla piazza su cui sorge, quasi ce l'avessero incastrata in quel posto lì. Saliamo ancora e arriviamo al palazzo Ducale, bellissimo, che ospita molte mostre e che affaccia su piazza De Ferrari, con la bella fontana. Per me è sempre stata un punto di riferimento per ogni indicazione, non si può prescindere da questa piazza. Grande, grandissima, con questa fontana enorme al centro, il teatro Carlo Felice e la grande via dello shopping, via XX settembre, che da qui parte con la sua schiera di negozi. Che, per inciso, abbiamo visitato, così, già che c'eravamo ci sembrava brutto non approfittarne. Risalendo da metà di via XX settembre deviamo in piazza Dante e andiamo alla casa di Cristoforo Colombo. O presunta. 
Si dice che sia nato lì e ci abbia vissuto fino a quando sì trasferì a Savona. A noi piace crederlo. Era chiusa ma abbiamo potuto attraversare le mura che un tempo cingevano la città, nel tentativo di proteggerla dagli attacchi provenienti dal mare, e vedere le torri che sovrastavano la porta della città. Ricordo che alle scuole elementari ci avevano portato in gita per vedere la casa di Colombo, e ne ho un ricordo bellissimo. Non saprei raccontare cosa ci sia dentro, la ricordo molto piccola, ma  so di essere stata contenta di averla vista e confesso che vorrei ritornarci. (Per info, guardate qui).
Ripercorriamo le strette stradine, ci addentriamo in via San Luca, che è anche patrimonio Unesco e risbuchiamo nella zona del mare. Prendiamo la macchina e torniamo a casa. 
Il giorno dopo lo dedichiamo interamente all'Acquario e alla zona del porto. Al mattino di buon'ora siamo già lì pronti ad entrare e l'emozione che ci dà è sempre grandissima. Siamo stati tra i primi a vederlo perché quando aprì tutte le scuole ci portarono a vederlo, e da allora con cadenza quasi regolare ci torniamo. Quest'anno hanno inserito delle piccole novità, come la sala della realtà virtuale e il giardino delle farfalle e degli uccelli che, ad un piccolo prezzo in più, aumentano il numero delle esperienze. La vasca che in assoluto amo di più è quella degli squali. Ogni volta ci sediamo in terra e rimaniamo lì davanti per delle mezz'ore. E poi i delfini, che hanno fatto anche un lungo spettacolo, i pesci tropicali, le razze che si possono accarezzare, i dugonghi con i loro cespi di insalata. Date un'occhiata al sito, qui, e vedrete che spettacolo. È magico, ogni volta. Usciamo di lì nel primo pomeriggio, mangiamo un gelato ai piedi del Bigo, la grossa isola panoramica, e torniamo a casa. 
Come sempre, girare per la città ci regala momenti di libertà che sono fondamentali per noi. Nutrirci di paesaggi, natura, cultura ci restituisce la carica necessaria ad arrivare al prossimo viaggio. Se non siete stati a Genova mai nella vostra vita, ve la consiglio. Perché, nel bene o nel male, e soprattutto nel caos, è davvero unica.

P.s. Un consiglio molto pratico. Nei parcheggi, ovviamente a pagamento, intorno al porto c'è un po' di difficoltà di pagamento. Non accettano i bancomat e se li accettano a volte non funzionano comunque, quindi munitevi di spiccioli. Molti.

martedì 5 marzo 2013

London calling


Finalmente ci sono riuscita! Le mie 624 foto, sono diventate "solo" 132, per la gioia delle vene di amici e famiglia, scongiurando coliche di mal di pancia improvviso o sonnolenza acuta. Però, più le guardo più mi piacciono ... le foto in sé, non essendo grandi maestri, non rendono al massimo, ma sono i ricordi che il cervello mi propone che me le fanno piacere quasi come se fossi là. Londra è un vero spettacolo. Con spettacolo intendo proprio il senso stretto del termine. Londra si mostra senza problemi, è fiera, pulita, divertente, gestibile, sorprendente. E, lasciatemi sfatare almeno a metà un mito, che poi è stata la domanda ricorrente da quando sono tornata, Londra non è cara. Ti offre tantissime possibilità di spendere, negozi, spettacoli, alcuni musei interessanti come quello delle cere, ma non sono spese indispensabili per godersi la città. Sì, certamente andare a teatro a vedere un musical è bellissimo, e un giro da Harrods è unico, ma senza queste mete, Londra è strabiliante comunque. Quindi non bisogna rimandare solo perchè si teme che poi arrivati là sia necessario spendere. Basta organizzarsi un po'. Ci si riesce, provato e confermato.

Tanto per cominciare i trasporti. Fondamentali se si alloggia non proprio in centro, sono probabilmente la nota economica più dolente. I biglietti per una corsa singola costicchiano, effettivamente. Ma, se si fa ricorso alle cards, la Oyster o la Travel, che abbiamo ampiamente usato, i costi diminuiscono moltissimo. Si possono prendere tutti i mezzi che si vogliono in numero illimitato. E se si acquista la Travel Card dopo l'orario di punta, le 9.30, si paga anche meno. E quindi si può cogliere la straordinaria opportunità di salire sul Double Decker e scendere anche solo dopo una fermata, o starci sopra un po' di più per godere di un panorama più "alto". O, meno divertente ma possibile, se si sbaglia la linea della metro si possono scoprire punti interessanti che magari non erano in programma, sbirciare qualcosina rendendo lo sbaglio proficuo, e poi tornare sul nostro percorso, senza dover acquistare un altro biglietto.

Altra falsità da sfatare, il cibo. A Londra non si mangia male. Si può mangiar male perchè c'è un'infinità tale di locali che offrono cucina internazionale, che probabilmente qualcuno non sarà il massimo. Noi personalmente abbiamo mangiato a Chinatown, che peraltro è bellissima, soprattutto di sera, spendendo pochissimo, mangiando a buffet (e quindi tantissimo) e tutto era molto buono. Abbiamo mangiato anche in un locale tipico vicino al Natural History Museum, dove abbiamo gustato un ottimo e molto abbondante Fish & Chips (assaggiarlo è d'obbligo) corredato di salse e purea di fave per poco più di 14 sterline. Si può anche mangiare nei pub, che sono bellissimi, ma attenzione all'orario, alle 23.30 al massimo si viene cortesemente invitati a guadagnare la porta e andare a casa.

Ma veniamo ai punti di forza. O meglio ad alcuni, perchè in quattro giorni sento che abbiamo appena grattato un po' la superficie riuscendo solo ad intravedere la ricchezza e la bellezza di questa città.

Mi aspettavo di dover percorrere chilometri e chilometri in metro da un'attrazione all'altra. Avevo programmato spostamenti, segnato le stazioni della metro da cui salire e scendere, con buona pace delle nostre ginocchia, invece no. Invece, uscendo dalla National Gallery, che si affaccia su Trafalgar Square, punto nevralgico della città nonchè bellissimo, mi cade l'occhio oltre alle colonne, e cosa vedo ... il Big Ben!
E così ci siamo andati a piedi! Ed io, sciocca che avevo pensato a come inserirlo, dove fosse meglio scendere, quale stazione fosse più vicina. Abbiamo passeggiato da un punto all'altro, sedendoci a bere un caffè dal nostro thermos (utilissimo se fa un po' freddo) su una panchina a Soho Square, e avendo come punto di riferimento l'orologio simbolo di Londra. Siamo passati davanti a Dowing Street, residenza del primo ministro, e abbiamo notato come abiti vicino al suo posto di lavoro. In un attimo infatti eravamo all'House of Parliament. Vicino al Big Ben, una meraviglia, e alla Westminster Abbey, imponente. Così, solo passeggiando.

Non abbiamo attraversato il fiume e quindi questa volta niente giro sulla London Eye, la grande ruota panoramica, ma le code sono lunghissime e il giro dura circa mezz'ora. Troppe cose da vedere e troppo poco tempo. La casa di Sherlok Holmes, il binario 9 e 3/4 di Harry Potter, Carnaby Street, Piccadilly Circus, Regent Street, Leicester Square, Buckingham Palace, The Mall ... tutto da vedere assolutamente, ovviamente oltre il British Museum e parte della National Gallery! Abbiamo camminato fino a sera, fino a quando le gambe ci hanno imposto lo stop forzato, seguite dai piedi. E di sera, Londra acquista ancora più fascino con le vie illuminate, le lanterne di Chinatown accese che oscillano sospese, i grandi schermi di Piccadilly ... non l'avrei mai pensato, eppure riesce perfino ad essere romantica. Abbiamo sorseggiato una cospicua birretta in pub e di corsa a dormire, in vista di un altro giorno tutto da camminare.

Trascorrere la mattina in due dei grandi polmoni verdi, Kensington Gardens e Hyde Park, ti dà l'impressione di essere un londinese d.o.c. C'è chi porta a spasso il cane, chi va in bici, chi fa jogging, e chi fotografa ogni cosa perchè tutto sembra bellissimo. Abbiamo visitato molto meglio i Kensington Gardens, ci siamo soffermati qualche minuto con i cigni del lago, qualche foto presso la statua di Peter Pan, uno sguardo anche ai giardini italiani e poi di corsa allo Speakers' Corner in Hyde Park a fare le foto di rito.

E poi, ci capita una cosa che proprio non ci aspettavamo. Troviamo ad attenderci una (lunga) coda alle porte del Natural History Museum. I principali musei a Londra sono tutti gratuiti. All'entrata c'è una scatolina in cui inserire le offerte, ma nessun biglietto e quindi, pensavamo, nessuna coda da fare. Invece il Natural History è talmente frequentato soprattutto da famiglie che portano i bimbi che per far sì che dentro si possa girare scaglionano le entrate. Dentro il museo è bellissimo, a partire dall’architettura alle varie sezioni. C'è perfino un simulatore di terremoti. E un T-Rex ad altezza naturale che si muove e "ruggisce"... e si torna bambini per un po'. La visita può durare quanto si vuole a seconda delle sezioni che si vogliono visitare. Certo è che, se si vuole guardare bene tutto, ci si impiega un giorno intero. Così come al British Museum, che contiene alcuni tra i più importanti tesori della storia dell'archeologia, tra cui la Stele di Rosetta, una delle Cariatidi, alcuni fregi del Partenone, tantissimi reperti dell'Antico Egitto, della civiltà Maya, Assira, della città di Ur ... c'è da rimanere a bocca aperta per ore. Per non parlare della National Gallery. Si sta faccia a faccia con le opere di Van Gogh, Monet, Manet, Renoir e moltissimi altri artisti che hanno reso unica l'arte. Sempre gratis. Anche se poi qualcosa alla fine si lascia sempre, non si riesce ad andare via così, con gli occhi pulsanti di bellezza, senza dimostrare una qualche riconoscenza in forma economica.


Concludere la giornata di fronte al Tower Bridge, col tramonto che colora la parte più moderna dei grattacieli e la più antica della Tower of London è stato uno dei momenti più belli ed emozionanti di questi giorni londinesi.

Tante sarebbero le cose da raccontare su Londra, tante quelle che si possono fotografare ma l'atmosfera, quella si può solo provare. Londra stuzzica, ti porta a voler vedere sempre di più, a voler essere parte della città. Ti stuzzica, non è per niente altezzosa, anzi accogliente nella sua pulizia e ordine.

Stare ai piedi del Big Ben, passeggiare in Carnaby street, contemplare la maestosità della Tower of London e del Buckingham Palace, sostare sulle rive del Tamigi mentre si accendono le luci della sera ... quante emozioni questa nostra Londra!!!

Ed ora qualche foto ...









martedì 29 gennaio 2013

Un regalo chiamato Londra

"Cosa vorresti come regalo di compleanno?"
"Niente, davvero"
"Va beh, ma ci sarà qualcosa che vuoi, dai, che non ti compri ma che vorresti ricevere, una cosa sola ..."
"No, veramente, non mi viene in mente niente, non saprei ..."
"Va bene, allora faccio io! Va bene Londra???"


Ecco, in neanche troppa sintesi, come è nata l'idea di andare a Londra. Come sempre preferiamo viaggiare anzichè comprare un regalo di compleanno "classico". La meta mi frullava in testa da tantissimo, avevo anche già comprato  diverse guide e provato a tirare giù un itinerario, ma poi era un viaggio sempre rimasto in giacenza nella nostra "wishlist". Doveva arrivare adesso. In occasione del compleanno del maritino. Le date in realtà, per questioni lavorative, saranno un po' anticipate rispetto al giorno del compleanno.

Così, ho sfruttato la forzata quarantena e ho messo su un bel viaggetto. Coordinato voli e hotel, in giorni in cui coordinare anche le dita delle mani era affare difficoltoso, e spulciato sulle guide alla ricerca di tutti i punti interessanti da vedere. Ovviamente non li vedremo tutti. Neanche ci tornassimo 10 volte, forse riusciremmo a guardare tutta questa immensa e variegatissima metropoli.

Essendo molto appassionati di archeologia, arte e natura ho subito puntato sui musei, un punto fermo intorno a cui far ruotare il resto. British Museum, National Gallery e Natural History Museum sono i prescelti. Una volta sistemati quelli, ho cercato di farcire le nostre giornate con più punti di interesse possibile ... a mio marito sono venuti i capelli dritti ... ma io ho tanta fiducia nelle nostre capacità podistiche! Con la Travel Card alla mano toccheremo Trafalgar Square ( e questa è facile perchè è la piazza su cui si affaccia la National Gallery), Leichester Square con tanto di foto ricordo con la statua di Charlie Chaplin, assolutamente da fare perchè serve a mia sorella per una tesina, China Town, Carnaby Street, Soho e uno sguardo a Piccadilly Circus, veloce incursione per ragioni di spostamento. Questo il primo giorno. Dopo uno/due musei.

Ma siccome Londra è anche parchi ... Kensington Gardens, a caccia della statua di Peter Pan, e Hyde Park, che sono uniti. E un tuffo nella City col Tower Bridge e la Torre di Londra poi, dopo uno spostamento, House of Parliament, Big Ben e London Eye. Finiremo la giornata, e le forze, con una visita più calma, forse, a Piccadilly e Regent Street. L'ultima mezza giornata londinese la dedichiamo a Sua Maestà ... Buckingham Palace e The Mall, dopo aver fatto una piccola sosta in Baker Street, nella casa di Sherlock Holmes. Questo è tutto il nostro itinerario.

Mancano davvero tanti bellissimi posti: Covent Garden, Portobello Road, Notting Hill, Camden Town e tanti tanti altri. Ottime scuse per tornarci prestissimo!
Riusciranno i nostri eroi a portare a casa le gambe tutte intere? Al fatto di tralasciare qualche tappa che mi sono prefissata non ho neanche pensato, ovviamente!

martedì 18 dicembre 2012

Viaggi paralleli

Riguardando le mie foto del viaggio a Parigi dell'anno scorso, mi sono capitate sotto gli occhi quelle di Disneyland. Un posto che amo, davvero, che mi regala una giornata di spensieratezza ogni volta, che riesce non tanto a far tornare bambini, come spesso si sente, ma a far ritrovare la magia di quando bambini eravamo. Ebbene, penso proprio che questo bellissimo parco sia un po' la metafora dei viaggi in senso generale ... molto molto divertente, lo si sceglie spesso per star bene.

Incontriamo bellissimi posti, da favola, mondi diversi dal nostro dove, però, ci sentiamo a nostro agio come, e a volte anche più che, a casa. Castelli magici, simbolo delle meraviglie che vediamo che però nascondono draghi sputafuoco, perchè sì, anche nei viaggi a volte incontriamo "draghi", assistiamo a situazioni di disagio, vediamo spettacoli a cui non vorremmo assistere mai, conosciamo persone che vivono ai margini della favola, facendone parte ma in modo negativo.

E poi ci sono le giostre adrenaliniche, quelle che ci fanno venire i brividi nella pancia, quelle che le fai, magari anche tante volte, proprio per sentire quelle emozioni lì... che sono quei Viaggi che sai già che ti faranno male, che quando torni non sei come prima, che senti le farfalle mentre ci sei, e lo stomaco attorcigliato quando ritorni a casa ...

E ci sono poi le giostre apparentemente innocue, quelle d'epoca, con i cavalli dell'800 e le carrozze, e anche se sono per bambini puoi cadere e farti magari anche male. Parlo per esperienza, eh, sono caduta proprio da lì ... non so queste giostre a cosa corrispondano, forse a quei viaggi che sembrano portarti in luoghi certi, di pura vacanza senza pensieri, e invece poi i pensieri te li fanno venire eccome... magari quelle vacanze già tutte belle programmate, con i ritmi serrati, zeppe di cose da vedere, in cui poi scegli di fare una piccola escursione in un villaggio locale e incontri gli occhi di una bimba che vende bamboline di legno, uno sguardo che non avevi programmato, un pugno nello stomaco che non sapevi di ricevere, lacrime che non sapevi di poter versare ...

Poi la magia finisce, il parco chiude e si torna a casa, con un po' di malinconia nel cuore, a programmare di corsa un altro viaggio. Sono tanti viaggi in uno, viaggi paralleli...

mercoledì 7 novembre 2012

Della serie "a Parigi l'importante è muoversi..."



Arrivare all'aeroporto a Parigi e non sapere come fare per giungere in centro...il terrore di chi, per la prima volta davanti alla maestosità dei mezzi di trasporto parigino, deve affrontare il tragitto sprovvisto di cartina e con la sempiterna domanda che risuona in testa...dove devo scendere???
Parigi ha una rete di mezzi pubblici incredibile che spazia dalla "banale" ferrovia, la RER, alla funicolare di Montmartre, passando per metro, tram e bus. Una scelta ampia e davvero utile, per poter raggiungere tutto quello che si vuol vedere in tempi assolutamente ragionevoli. Ma andiamo per ordine.
A Parigi ci sono 14 linee della metropolitana identificate da numeri e colori e 5 linee RER identificate da altrettante lettere. Una volta trovata la fermata della metro più vicina alla destinazione, non si deve fare altro che individuare il capolinea della direzione in cui dovete andare e seguire l'indicazione sempre presente nelle varie stazioni. Con la metro si raggiuge davvero tutto e in poco tempo, cosa non trascurabile dati il numero di cose da vedere! Prima di districarvi nel dedalo della metropolitana bisogna però affrontare l'ingresso in città e, a meno che non abbiate la fortuna di un autista personale che dall'aeroporto vi prende e vi porta esattamente dove dovete andare, privandovi così del gusto dell'avventura, questo avviene principalmente tramite la RER. Se si arriva all'aeroporto CHARLES DE GAULLE, il più grande per intenderci, direttamente al suo interno troverete la stazione ferroviaria, per andare in centro la linea è la B (di colore blu). Puntuali come scritto sullo schermo che segnala i treni in arrivo, si apriranno le porte del treno su cui bisognerà stare più di una mezz'oretta prima di riuscire ad incrociare una stazione della metro...ma non perdetevi d'animo, fuori il paesaggio è da gustare!
Se l'aeroporto in cui siete atterrati invece è quello di Orly, dovete prima di tutto prendere l'Orlyval fino alla fermata Antony e poi sempre la RER B. Anche qui i tempi si aggiramo sulla mezz'ora abbondante.
C'è un altro aeroporto poi, dimenticato dai più perchè non si trova proprio a Parigi nel senso stretto, considerato quasi unicamente per il bassissimo costo dei voli che qui arrivano, il BEAUVAIS, nell'omonima e carinissima cittadina. Qui i tempi si allungano un po'. Bisogna prima prendere una navetta per la stazione ferroviaria, poi da lì il treno che vi lascerà direttamente alla fermata Gare du Nord.
Questa era la parte più difficile...ora non vi resta che decidere un itinerario e raggiungerlo! La metropolitana è aperta 7 giorni su 7, più o meno dalle 5 del mattino all'1, il sabato un'ora in più.
Il bus, invece, è decisamente più lento della metro ma consente a chi ci sale la straordinaria possibilità di godere della città. Utilissimo quando piove e si vuole comunque tentare di visitare qualcosa di diverso da un museo o da un centro commerciale. Sono disponibili dalle 5.30 alle 20.30 circa, anche se alcune linee allungano di qualche ora il servizio. Dopo quest'ora entrano in scena i Noctilien, fino alle 5.00, 42 linee contrassegnate sulle cartine dalla lettera N.
Il mezzo meno usato è sicuramente il tram che conta solo 4 linee.

Uno strumento economico importantissimo, che non posso fare a meno di citare in questo post, è la carta PARIS VISITE. Si tratta di una carta che consente l'accesso illimitato su tutti i mezzi di trasporto di Parigi. Si paga in base alle zone scelte e ai giorni di permanenza nella città. A primo impatto può risultare caruccia (diciamo che per il massimo dei giorni, 5, nel raggio più ampio il costo si aggira sui 56 euro a testa) ma, conti alla mano, conviene davvero! Provata e riprovata!

E se proprio non riuscite a far quadrare le fermate o se i dubbi vi attanagliano e il web nn vi soddisfa, non esitate a contattarmi!!!

Link utili:
http://www.parigi.it/it/da_roissy_charles_de_gaulle.php
http://www.parigi.it/it/da_orly.php
http://www.parigi.it/it/da_beauvais.php
http://www.parigi.it/it/tourist_card.php




martedì 6 novembre 2012

Paris Paris Paris!!!

Bonjour à tout le monde!!!
Oggi tira aria francese perchè... sabato partirò per Parigi!
In realtà sarà la terza volta, ma sono emozionata ed entusiasta come se non l'avessi mai vista! Forse perchè è una città talmente ricca e in fermento che è impossibile vedere le stesse cose nello stesso identico modo. C'è sempre un'atmosfera diversa ma coinvolgente che ti attira in quel suo modo un po' sbadato e ti immerge a pieno nella storia, nell'arte, nella cultura!
Se la prima volta c'era veramente troppo da vedere e ho dovuto tralasciare alcune cose, anche molto molto conosciute, se la seconda è stata una rapida immersione nei mercatini natalizi sparsi per la città, la terza dovrà per forza colmare delle lacune, perciò ecco 5 cose da vedere assolutamente a Parigi...le dico a voi e le ricordo a me!


  1. La TOUR EIFFEL(fermata metro "Bir Hakeim" linea 6 verde scuro oppure fermata della RER "Champ de Mars Tour Eiffel" linea C giallo ocra): lei, che doveva essere solo un'aggiunta temporanea per l'Esposizione universale del 1889, oggi ne è il simbolo indiscusso. Salirci è doveroso (così come munirsi di pazienza date le code per gli ascensori) per godere dello splendido panorama...tutta Parigi ai vostri piedi. E se non resistete alla tentazione di mandare una cartolina proprio da lì, al primo livello c'è anche un ufficio postale! Forse un po' caruccia (gli adulti pagano da un minimo di 5€ per prendere le scale ad un massimo di 14€ ) ma almeno una volta bisogna davvero salirci! Per ammirare l'accensione al tramonto e gli spettacoli di luce che da quel momento la illuminano ogni ora per una decina di minuti, consiglio come postazione la terrazza del Trocadero...un punto di vista eccellente! E poi, se si desidera esserne sorpresi, veder spuntare dal nulla la Tour ed esserne quasi folgorati, scendere alla fermata "Trocadero"(linea 6 e 9)...non ve ne pentirete.
  2. La collina di MONTMARTRE (fermate metro "Pigalle" linea 2 blu e 12 verde scurissimo, oppure fermata metro "Anvers" linea 2 blu; per raggiungere la sommità della collina o si va a piedi o si prende la Funicolare), il mio posto preferito in assoluto! Altro panorama mozzafiato certamente, ma non è solo quello che affascina, bensì l'atmosfera artistica che si respira. Non a caso è stata scelta come dimora da moltissimi scrittori, poeti e artisti, che alla fine del XIX secolo animavano la "butte" (la collina) e che hanno lasciato indelebili segni del loro passaggio. Basta nominare Plaçe du Tertre per evocare orde di ritrattisti e non solo che dipingono così, per strada, tra turisti ammirati che addentano una crépe (in questa parte della città molto buone e farcite!!!) e frettolosi abitanti. Però, se si lascia per un momento questo angolo suggestivo ma molto turistico e si comincia a camminare quasi perdendosi (cosa che è praticamente impossibile, quindi non vi preoccupate!) ci si ritrova in alcuni dei luoghi che hanno fatto da sfondo a grandi tele di impressionisti, o a luoghi storici, punto di incontro degli intellettuali dell'epoca. Sto parlando dell'ex Cabaret des Assassins, il "AU LAPIN AGILE", famosissimo ritrovo agli inizi del '900, o del "MOULIN DE LA GALETTE" uno dei due superstiti ai più di 30 mulini a vento che una volta erano usati per macinare il grano o spremere l'uva. Proprio questo mulino, trasformato in locale da ballo, ispirò moltissimi artisti come Pierre - Auguste Renoir e Vincent Van Gogh. Al 12 di Rue Cortot, poi, c'è il Musée Montmartre (che questa volta finalmente andrò a vedere), una bella casa appartenuta nel XVII secolo a un membro della compagnia teatrale di Molière e che poi divenne abitazione e studio di Dufy, Utrillo e Renoir, tra gli altri. Con un biglietto di circa 8 € si fa un tuffo nella vita bohémienne! Ultima ma non certo per importanza, sorge sulla collina la chiesa del Sacré - Coeur, enorme e bianca all'esterno, dominata da un enorme mosaico all'interno. Fu edificata per iniziativa di due uomini d'affari cattolici che nel 1870, all'inizio della guerra franco prussiana, fecero il voto di costruire una chiesa dedicata al Sacro Cuore di Cristo se la Francia si fosse salvata. Come andò la guerra è ben visibile da questa costruzione talmente imponente da essere ammirata al meglio dai giardini sottostanti. Prima di lasciare la collina date uno sguardo alla vigna... è l'ultima esistente a Parigi!
  3. Gli CHAMPS - ELYSEES (fermata metro "Concorde" linea 1 gialla, "Champs Elysées Clemenceau" linea 1 gialla e 13 azzurra, "Franklin D. Roosevelt" linea 1 gialla e 9 verde chiaro, "George V" linea 1 gialla, "Charles de Gaulle Étoile" linea 1 gialla, 6 verde scuro, 2 blu e fermata della linea A Rossa della RER), non si può andare a Parigi senza percorrerli, almeno in parte dati i circa due km di lunghezza. Il viale più famoso della città ha una larghezza spettacolare, ampi marciapiedi, negozi incredibili, aiuole fiorite...insomma tutto ciò che serve per sentirsi Audrey Hepburn, o Fred Astaire, in Cenerentola a Parigi! Per chi ha tanta voglia di camminare (ma ne vale davvero la pena) è bello scendere alla fermata "Concorde" e, dall'omonima piazza dominata dall'obelisco egizio e su cui si affaccia l'Eliseo, percorrere gli Champs fino a Plaçe Charles de Gaulle, dove sorge il bellissimo Arc de Triomphe, punto di partenza per celebrazioni e parate. Dalla sua cima si vedono bene i 12 viali alberati che s'irradiano dalla piazza.
  4. L' ILE DE LA CITE (fermata "Cité" linea 4 viola) è l'essenza della storia di Parigi. Qui arrivò Giulio Cesare nel 53 a. C. e qui, anche avendo fatto spazio a grandi strade e lasciato il passo alla modernità, rimangono punti di incredibile tranquillità e romanticismo. Tante le cose da non perdere: la Conciergerie di rivoluzionaria memoria, la Sainte Chapelle (con circa 6.50 € potete vederle tutte e due), gioiello dell'architettura gotica, uno dei luoghi più magici di Parigi, il Pont Neuf, a dispetto del nome il più antico ponte della città e, ovviamente, lei, la Cattedrale per eccellenza, Notre Dame. Grande, anzi grandissima, imponente quasi, con quelle due torri che sovrastano e che sono "abitate" dalle famose Chimere (da non confondere con i Gargoyles!), messe lì non nel Medioevo come si potrebbe pensare, ma molto dopo, verso la metà dell'800. Bella fuori e maestosa dentro, vale senz'altro la visita. Chi se la sente può salire i 387 gradini e scalare la torre nord fino in cima. Se si preferisce scendere, invece, sul sagrato è situata la Cripta che, oltre ai resti delle fondazioni delle mura, mostra anche tracce dell'impianto di riscaldamento sotterraneo di una casa della tribù dei Parisii, che probabilmente diedero il nome alla città. Proprio davanti alla Chiesa si trova il Point Zéro, il punto da cui si misurano tutte le distanza riferite a Parigi. C'è una zona, poi, proprio sulla Senna, dove si deve andare... la punta estrema dell' Ile de la Cité, dominata da un salice che ondeggia romantico...bello anche per me che di solito queste cose le evito alla grande!
  5. Il QUARTIERE LATINO e il quartiere di ST - GERMAIN DES PRES due quartieri, un'unica caratteristica, l'autenticità. Siamo sulla rive gauche animata forse adesso più che nel passato da librerie studentesche, negozi folcloristici, teatri d'avanguardia ma anche case editrici e famosi caffè. Ottimi i ristoranti e, soprattutto nel quartiere Latino, davvero molto economici! Da vivere, non solo da visitare!
Questo, è vero, non si può proprio perdere, ma ci sono moltissime cose che meritano, anzi impongono, una visita: i musei (il Louvre certo, ma il Musèe d'Orsay a parer mio è il più bello in assoluto, il Musèe de l'Orangerie celebre per le Ninfee di Monet), l'Opera, un giro a Pigalle, il "quartieraccio " per nomea ma assolutamente visitabile, anzi molto caratteristico con il suo famosissimo Moulin Rouge, la zona degli Invalides, dove tutto ha dimensioni monumentali, la tomba di Napoleone, Disneyland (merita un capitolo a parte)...ma questo ve lo racconto la prossima volta! Ora un po' di link utili
http://www.eiffel-tower.com/it
http://www.montmartre-guide.com/
http://www.champselysees-paris.com/
http://notre-dame-de-paris.monuments-nationaux.fr/fr/
http://www.parigi.it/it/quartiere_latino.php
http://www.travellersonline.net/Parigi/att_stgermain.htm

E per chi si fosse lasciato ispirare... OFFERTA DEL GIORNO

VOLO partenza da Milano il giorno 19 novembre - ritorno il giorno 23 a 63 euro con Ryanair, oggi su http://www.skyscanner.it/voli/mxp/pari/voli-economici-da-milano-malpensa-per-parigi.html?oym=1211&iym=1211&rtn=1

HOTEL a partire da 330 € per 4 notti su http://www.booking.com/searchresults.it.html?aid=346864;sid=d408402acbba661c26470e698c577585;dcid=1;checkin_monthday=19;checkin_year_month=2012-11;checkout_monthday=23;checkout_year_month=2012-11;city=-1456928;class_interval=1;csflt=%7B%7D;inac=0;order=price_for_two;radius=1;redirected_from_city=0;redirected_from_landmark=0;review_score_group=empty;score_min=0;si=ai%2Cco%2Cci%2Cre%2Cdi;ss_all=0;ssb=empty;;nflt=class%3D3%3B;track_ajax_filters=1