Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)

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martedì 11 dicembre 2012

E se ...

Oggi mi è stata posta una domanda bizzarra, spiazzante anche, mi ha lasciata per alcuni minuti a bocca chiusa, che per me è un evento rarissimo. Poi il mio cervello è uscito dallo stato di shock dovuto più a questo fatto che alla domanda in sè, ed ha cominciato a girare, a pensare... la questione era così posta: "E se i Maya avessero ragione, dove andresti, quali viaggi faresti prima del 21/12?". Posto che qui ed ora non comincerò a dissertare sulla ragione o meno dei Maya e dei loro calendari, ma come si fa a vedere tutto quello che ci offre il mondo in 10 giorni esatti? Bisogna scegliere, e bene. Così sono andata a vedere qualche classica classifica sui posti da vedere prima di morire (che poi si tratta di questo in fondo in fondo) e vi propongo un po' di idee trovate in giro sul web.

Dunque all'unanimità nei primi posti è sempre presente la Polinesia e in particolare Bora Bora,
seguono Stonehenge, la Muraglia cinese, il Taj Mahal, la Cappella Sistina, la Grande Barriera Corallina, Petra, l'Islanda (tutta da vedere a quanto pare), Santorini, i Fiordi della Norvegia, l'Amazzonia, le isole Galapagos, Las Vegas, l'Antelope Canyon, per citarne alcuni, quelli che accomunano più classifiche.
Primo pensiero: se i Maya hanno ragione sono fregata, non ho visto neanche la metà di questi luoghi!
Secondo pensiero: penso che manchi qualcosina in queste classifiche. Prima di tutto, avendo avuto l'onore di soggiornare in Polinesia, non mi sarei fermata a Bora Bora, per quanto paradisiaca, ma un piccolo tour sarebbe stato meglio.
Oltre alla già-da-me-raccontata Rangiroa, sono stupende Moorea, Raiatea, la culla della cultura polinesiana, Tahaa e Huahine, meno conosciute ma (o forse per questo) più autentiche. E poi le Piramidi? La Sfinge? Starci davanti non è un'emozione, ma una valanga di emozioni, c'è persino chi, affacciata sul terrazzino del proprio hotel con vista proprio sulle Piramidi, la sera prima della visita a questa meraviglia, in silenzio singhiozzava dalla felicità, dall'emozione appunto... ma questa è un'altra storia. Non vorremmo fare un saltino a Parigi, o a New York, o a Pechino, o a Mosca? Una nuotatina tra i pesci del Mar Rosso? E le meraviglie della nostra Italia? Grazie per la considerazione della Cappella Sistina, ma non ci mettiamo almeno almeno il Colosseo, le Cinque Terre, la Valle dei Templi ad Agrigento, la città di Verona, Venezia ... non saprei neanche scrivere tutte le bellezze italiane.

E poi c'è lei ... l'Africa ... chi,sapendo di morire, non andrebbe a salutare la mamma? Non potrei mai pensare di lasciare questo mondo senza essere stata ancora e ancora e ancora Laggiù, stringere ancora quelle manine, vedere ancora quegli occhi, godere di quei sorrisi puri ...

Cari Maya per favore non abbiate ragione, c'è troppo ancora da vedere, troppo ancora da scoprire, e tantissima voglia di ritornare dove sto bene!

martedì 4 dicembre 2012

Polinesia ... basta la parola! (terza e ultima parte)



Eccoci, ci siamo! La nostra settimana a Bora Bora, in quel paradiso di coccole, in cui siamo stati trattati con mani guantate, è giunta al termine. Ma, stranamente, non sono dispiaciuta, come alla fine del soggiorno a Rangiroa, ma desiderosa di conoscere un altro pezzetto, una nuova isola di questo lontanissimo incanto.

Con un piccolo aereo, dopo un'ora di volo, raggiungiamo il nostro resort a Rangiroa (al momento del nostro viaggio, tra l'altro, era l'unico!).
Già atterrando ci rendiamo conto che questa è un’isola diversa, più selvaggia, più autentica. E la sua laguna è vastissima. Non si vede la terra ferma della parte opposta! Perciò, depositiamo le valigie in camera (dopo che il vetturiere ci consiglia di farcela cambiare, perchè quella assegnata è troppo vicina all'area in cui stavano facendo alcuni lavori ... ovviamente seguiamo il suo consiglio) e, indossato il costume, ci immergiamo immediatamente in acqua. La cosa che notiamo subito è la grandissima varietà di pesci che sostano a riva e che ci circondano! Non c'è neanche bisogno di arrivare con l'acqua alle spalle che già ci si sente attorniati da splendidi e coloratissimi pesci tropicali. Anche un po' spinti da questa bella sorpresa, decidiamo di goderci il posto e non affrontare tante (e costose) escursioni, ma di partecipare solamente a quella chiamata "Sabbia Rosa", che comprende sosta al giardino dei coralli, shark feeding, e poi pranzo e relax su un isolotto di sabbia rosa che si forma grazie alle correnti, che in quel punto depositano una sabbia davvero rosa. La sera lì non c'era gran che da fare, e in realtà la città non è turistica per niente (ce ne accorgiamo poi, quando affittiamo una macchina elettrica e la esploriamo in autonomia), quindi, dopo un’immensa e buonissima cena, non ci rimane che una bella partita a carte seduti nella nostra verandina privata. La notte siamo svegliati da una serie di tonfi ... un po' spaventati e assonnati, dopo un po' capiamo che si tratta dei cocchi che cadono sui tetti dei nostri bungalow. Qui a Rangiroa, infatti, non usano toglierli in modo che non cadano pesantemente ... va beh, ci accorgiamo che in camera non siamo due, ma che sosta da noi anche un geco e ci rimettiamo a dormire. Non è che la faccenda del geco in realtà si risolva proprio velocemente e con tanta nonchalance ... io resto un bel pezzo a fissarlo, per monitorare i suoi spostamenti, ma capiamo ben presto che il più impaurito è lui e, quindi, lasciamo che il sonno vinca.

Giunge finalmente il mattino della nostra escursione. Il tempo non è proprio bellissimo, ma pensiamo che in fondo sia quello giusto per poter trascorrere la giornata in mare senza scottarci (quanta ingenuità!). Saliamo su un piccolo motoscafo insieme ad altre due coppie e partiamo. Lo scenario è incantevole, è l'isola deserta che tutti sognano, palme, sabbia e mare blu, nient'altro. Percorriamo un tratto abbastanza lungo prima di fare la prima sosta, quella che dà il nome all'escursione. Quando arriviamo rimaniamo estasiati. Come può restare in balia delle correnti questo cumulo di sabbia rosa ed essere sempre lì? Misteri della natura! Finalmente possiamo sfamare gli squali!!! Qui non funziona come a Bora Bora, dove guardavamo da dietro una fune, ma siamo letteralmente in mezzo agli squali! Ovviamente sono interessati al pesce e non a noi, ma essere faccia a faccia con questi animali, è una sensazione bellissima, di paura mista a potenza. Li osserviamo mentre sembrano ignorare il cibo ma in una frazione di secondo, con un solo movimento vigorosissimo, girano di scatto la testa e lo ingoiano ... è stato il momento più incredibile della vacanza. Finito il pranzetto, gli squali si dileguano e noi, galvanizzati al massimo dall'esperienza, siamo pronti a ripartire. Ci fermiamo per la seconda sosta in quello che, a ragione, è chiamato “Giardino dei Coralli", una zona incontaminata di barriera viva e pullulante di pesci in grandissima quantità e varietà! Uno spettacolo! Mi sento così perfettamente felice che decido di farmi una nuotata in solitaria leggermente discostata da mio marito e dal gruppo ... che gran trovata! Mentre osservo meravigliata lo spettacolo che mi circonda, lo vedo arrivare, uno squalo ... nuota tranquillo, lui, verso di me, colta dal panico. In un attimo raggiungo gli altri e cambiamo direzione, e non lo vedo più. Ma quell'incontro, seppur abbastanza lontano, mi rimarrà per sempre negli occhi e nel cuore! Per l'ora di pranzo arriviamo in un isolotto piccolissimo, che ha due palmen con al centro una "capanna", il nostro ristorante! Stiamo un po' in ammollo nel frattempo che le guide preparano il pasto, scattiamo foto, ci godiamo i pesci e familiarizziamo con una razza che si fa accarezzare e ci segue tutto il tempo. La natura riesce a fare dei regali inaspettati e così riusciti! Mangiamo il buonissimo cibo cucinato solo e soltanto per noi, e dopo una po' di relax, arriva il momento di riportarci in hotel. Ma sarà stata la bravura delle guide, sarà stata la nostra faccina triste per dover già abbandonare questo pezzetto di paradiso, fatto sta che le guide ci regalano un'escursione nell'escursione. C'è un posto, dove la laguna e l'oceano si incontrano, la "Passe", in cui, sebbene l'acqua sia agitata veramente tanto, nuotano i delfini. Faceva parte delle escursioni che proponeva l'albergo e che non avevamo acquistato, non per mancanza di interesse, ma perchè non si aveva la certezza di vedere i delfini. Non vengono richiamati in alcun modo nè è dato loro del cibo. Inoltre alcuni, nel nostro albergo, l'avevano già fatta, senza aver avvistato neanche un delfino. Per questo, avendo fatto due calcoli, avevamo deciso di non farla. Che sorpresa quando abbiamo visto il nostro piccolo motoscafino sfidare le onde giganti di un infuriato oceano, girare la testa e ... vedere i delfini! Non uno, tanti! Che nuotavano vicino a noi! Cerchiamo di fotografarli ma oscilliamo davvero tanto e abbiamo paura che la macchina fotografica cada in acqua. Perciò mettiamo a posto tutta l'attrezzatura e ci godiamo lo spettacolo. Rimaniamo in balia delle onde, poi ci spostiamo per vederli meglio, e loro sempre vicino a noi, nuotando sinuosi, emergendo e quasi sorridendoci ... la giornata non poteva essere più perfetta! Torniamo in albergo così appagati che, dopo un'altra super cena, ci addormentiamo sorridenti. Le giornate a Rangiroa trascorrono all'insegna delle immersioni, esploriamo tutto il mare raggiungibile a nuoto, giochiamo con i suoi abitanti. Un giorno, però, decidiamo di prendere in affitto una bella macchinina elettrica e "andare in città", ad Avatoru. In realtà ci sono solo due strade, una che costeggia il mare e l'altra un po' più interna. Le percorriamo in poco tempo tutte e due e vediamo la chiesa, la scuola, i vari "negozi". Tutti ci salutano, tutti ci sorridono ... se non l'avevamo ancora (e l'avevamo) ci assale la voglia di non tornare a casa! Sulla via del ritorno in hotel notiamo un sentierino che si immerge nelle palme. Decidiamo di prenderlo (se no che esploratori saremmo?) e arriviamo davanti a una capanna. Dentro abita e lavora un uomo che crea quadri con la sabbia. Arno, è questo il suo nome, è un vero artista (ha anche una pagina su facebook, ma questo lo scopro in questo momento:http://www.facebook.com/pages/Arno/68130167783) perciò decidiamo di comprare lì tutti i nostri souvenir. Quadri grandi, medi, piccoli, prendiamo tutto quello che riusciamo. Torniamo al resort col nostro bottino, molto molto felici!

E così, tra grandi mangiate, grandi nuotate, una serata tipica all'hotel con ballerini/e in gonnellino, e la sorpresa di vedere un cielo stellato veramente, tanto da rimanere letteralmente a bocca aperta, concludiamo il nostro viaggio di nozze. A parer mio, il viaggio di nozze più bello che possa esistere, almeno per me!

Qualche notizia pratica:
- abbiamo alloggiato al Kia Ora Rangiroa, caro, ma all'epoca l'unico. Esiste anche la versione Sauvage, senza comodità nè elettricità
- voli interni operati da Air Tahiti Nui

martedì 27 novembre 2012

Polinesia ... basta la parola! (parte seconda)


Eh sì, oggi è proprio la giornata giusta per ricordare una meta bella, calda e assolata come la Polinesia! Quindi, col pensiero, mi ricolloco a Bora Bora, sulla barchetta in attesa di fare la nostra prima escursione di mare, meta il Lagoonarium.

La gita al Lagoonarium prevedeva prima due soste intermedie, una per nuotare in mezzo a coralli e pesci di ogni genere, l'altra per fare un po' shark feeding. Così, dopo aver raccolto giusto il necessario per l'escursione (mio marito non è di questo parere, però...), arriviamo con una navetta dell'hotel fino a un villaggio dall'altra parte dell'isola, punto di imbarco e inizio dell'escursione vera e propria. Ci imbarcano e ci presentano le nostre guide, due incredibili uomini che sembravano usciti da un film. Uno, addetto alle comunicazioni, ci raccontata come si sarebbe svolta la giornata e ci informa che alla fine avremmo potuto acquistare il dvd della nostra gita (non un filmino prefabbricato, ma il girato della nostra esperienza), l'altro, un uomo-pesce, vestito solo con un pareo piegato a perizoma, che non conosce nessuna lingua oltre a quella locale, ci smacca un sorriso sdentatissimo e così si presenta. Partiamo ... il mare è incredibile, rimaniamo affascinati dai colori e dalle sfumature che questo meraviglioso elemento riesce ad assumere. Alla prima sosta, indossiamo scarpette, maschera e boccaglio e scendiamo con la scaletta nell'acqua piena di pesci. Che spettacolo ... se non fosse stato per il fatto di dover rimanere attaccati a una corda per la corrente forte e alla conseguente possibilità (poi diventata realtà) di subire attacchi da parte di pinne vicine, sarebbe stato perfetto. L'uomo pesce si immerge con noi, anzi, senza neanche prendere respiro comincia a nuotare sempre più in profondità, fino a riemergere tenendo per il muso una murena gigante! La porta in giro per mostrarla a tutti, e rimaniamo meravigliati da come si senta a proprio agio nuotando con una murena di oltre 2 metri per le mani. Risaliamo sulla barca in attesa di arrivare in un punto popolato da squali, per dar loro da mangiare. Dopo un breve tratto indossiamo di nuovo maschera e boccaglio e … mi sospendo perché a questo punto si verifica un piccolissimo incidente di percorso con la mia maschera per cui tutti scendono in acqua tranne mio marito ed io! Va beh, gli squali sono già arrivati attirati dal pesce che le nostre guide hanno lanciato in acqua, poco male, ci godiamo lo spettacolo di questo “pranzo” selvaggio e, sempre salutando la videocamera sottomarina che ci riprende continuamente, risaliamo sulla barca per raggiungere la meta finale: il Lagoonarium. Non saprei bene come descriverlo … è la cosa più vicina alla perfezione (per me che amo spassionatamente il mare e i suoi abitanti) che abbia mai visto! Arrivati su questo piccolo “motu” (atollo) depositiamo gli zaini nel posto in cui verrà servito il pranzo. Poi, dopo una capatina alla “pipì room” (ma allora l’uomo pesce parla!!!) ci avviciniamo a una porzione di mare recintata in cui ci sono le tartarughe.

Ci spiegano che con loro non si può nuotare perché mordicchiano (provato da un nostro compagno di viaggio che ha voluto mettere un dito in acqua) e quindi, dopo averle fotografate per bene, ci immergiamo in questa “vasca di mare” (in pratica hanno recintato il mare) e cominciamo a nuotare insieme a squali di ogni razza (compreso il Limone), razze, pesci di ogni forma e colore, tanti e tutti incuriositi da noi quasi come noi da loro … incommentabile! Poi pranzo, lezione di pareo (l’uomo pesce è pieno di virtù!) e relax sulla sabbia bianca accompagnati da giovani che suonano l’ukulele … un sogno!!!
Ritorniamo in hotel con la consapevolezza di voler ritornare in quel Paradiso e, felici ci addormentiamo. Il giorno dopo il cielo è grigio, piove anche un po’, così decidiamo di andare a visitare la fabbrica di perle a Vaitape. La città, se così si può definire, viste le dimensioni, ci colpisce soprattutto per la sua semplicità e per il fatto che gli abitanti, sempre sorridenti, vadano in giro scalzi! Entriamo nella fabbrica di perle e seguiamo il tour guidato in cui ci illustrano tutto il processo di creazione della perla, da un singolo granello di sabbia al meraviglioso capolavoro che, dopo essere sapientemente incastonato su supporti più o meno preziosi, viene venduto nella gioielleria alla fine del giro. Visto, ammirato, comprato!

I giorni a Bora Bora scorrono veloci e presto termina la nostra prima settimana di viaggio di nozze. Ci aspetta un’altra isola e altre avventure … Rangiroa arriviamo!

 

lunedì 19 novembre 2012

Polinesia, basta la parola! (parte prima)



Penso che un sogno così non ritorni mai più …” queste sono le parole che mi risuonano in testa quando ripenso al mio viaggio di nozze in … Polinesia! Già la luna di miele non è proprio un viaggio come gli altri, tanto più se fatto davvero a ridosso delle nozze, ma la meta … che meta!!! È proprio come tutti ne parlano, ma viverla in prima persona la rende più bella, ovviamente, come succede quando vivi un sogno splendido! Il viaggio è un po’ lungo, ma quello che si trova una volta arrivati, anche solo in aeroporto, ripaga ampiamente le 24 ore di volo. Tutto è cominciato quando ho visto per la prima volta il cartone disney  “La spada nella roccia”. Rimasi affascinata da mago Merlino che chiamava a gran voce una città, Honululu … ah che bel suono, mi sono detta subito che un giorno ci sarei andata. Poi, crescendo, appassionandomi di viaggi, studiando, l’occhio mi è caduto su isole non molto distanti dalle Hawaii effettivamente, ma assai più esotiche e meno “costruite”, quelle della Polinesia appunto. Ecco, quella sarebbe stata la mia meta da sogno, e così è stato. Ma andiamo con ordine …

La Polinesia si compone di molte isole(il suo nome vuol dire appunto quello), ma noi abbiamo deciso che, per paesaggio sottomarino e vita di relax avremmo toccato la Polinesia francese, soggiornando a Bora Bora e Rangiroa, dopo una sosta notturna e molto necessaria a Tahiti.


Arrivare in aeroporto a Papeete,  sull’ isola di Tahiti, significa essere accolti da tre suonatori di ukulele in abiti tipici, che alle 2 di notte ti danno il benvenuto, significa ricevere una (la prima a dire il vero) collana di fiori di tiarè profumatissima (che ho tentato di conservare con pessimi risultati), significa arrivare in un resort affacciato direttamente sulla spiaggia nera, vulcanica, con la vasca idromassaggio in una parte della stanza dedicata solo a lei, con il suono delle onde dell’oceano Pacifico come sottofondo, vedere il sole sorgere in questo Paradiso … è un ‘esperienza speciale. Ma, come ho detto prima, anche se sarebbe stato bellissimo approfondire e scoprire qualcosa di più di questa città, il mattino dopo siamo di nuovo in partenza. Volo cortissimo, solo un’ora scarsa, per raggiungere Bora Bora. La “perla del Pacifico”, così è chiamata, ci ha accolto subito con un contrasto di colori splendido, l’acqua di un turchese mai più dimenticato, e il verde intensissimo delle sue montagne. Veniamo portati nel resort, coccolati con cocktail di benvenuto e  salviette profumate e finalmente ci viene mostrata la “camera”. Che poi come si fa a definire camera … immersa in un giardino tropicale, disponeva di jacuzzi privata, gazebo con tavolo e panche nel  giardino privato, doccia all’aperto e letto a tre piazze! Che sogno!!! E poi il profumo che c’era … legni e fiori coloratissimi! Senza neanche disfare le valigie, infiliamo il costume e di corsa nella laguna. Acqua bassissima e trasparente in modo assoluto. Giochiamo con qualche pesciolino e ci godiamo lo spettacolo della cartolina che stiamo vivendo, l’acqua, le palme che si piegano verso la laguna, le montagne … ma la sera fa presto ad arrivare ai tropici e alle 18 è già buio (così come alle 6 è già bello luminoso). Alla reception ci informano di tutte le escursioni che avremmo potuto fare: passeggiata sul fondo del mare, gita al Lagunarium corredata di shark feedind, uscita serale per vedere lo spettacolo unico del festival delle arti nella città di Vaitape. Ci accordiamo per due su tre, la sera prendiamo il mare (nel senso letterale del termine, eravamo seduti così avanti sul moto scafino che ci portava che ci siamo lavati per bene!) e arriviamo nella città per lo spettacolo. Mai parola fu più giusta! Centinaia di ballerini che, ancheggiando, ci hanno fatto rivivere il mito locale dell’origine del mondo, musiche e balli ininterrotti per quasi tre ore … stupefacente!!! Tornando in hotel, notiamo con meraviglia che, vicino alla bottiglia di champagne di benvenuto, ci hanno messo sui comodini due bottigliette d’acqua e le favole con protagonisti i personaggi mitologici polinesiani … sempre di più senza parole ci addormentiamo nel favoloso e immenso lettone.
 

La vacanza è stata lunghetta, quindi, per non fare un post gigante e noiosissimo, come quegli album fotografici che amici e parenti costringono a vedere una volta ritornati dalle vacanze, per ora mi fermo qui. Nelle prossime settimane proseguirò con il racconto delle nostre escursioni a Bora Bora (topo e caduta inclusi!) e della fantastica e incontaminata Rangiroa.
 
Qualche notizia pratica ...
- il nostro tragitto è stato Milano - New York - Tahiti - Bora Bora - Rangiroa, il primo tratto abbiamo volato con Alitalia, per i successivi il volo è stato operato dalla Air Tahiti Nui (strepitosa)
- i nostri alloggi sono stati: Radisson Plaza Resort a Tahiti, Bora Bora Pearl Beach Resort & Spa a Bora Bora, Kia Ora Resort & Spa a Rangiroa. Questi erano davvero splendidi, ma se dovessimo tornare (e un giorno torneremo!!!) cercheremo di alloggiare nelle splendide pensioncine familiari disseminate qua e là nelle isole. Sono belle, più economice e danno la possibilità di stare a più stretto contatto con le persone del luogo.